Borsa sottosella da bikepacking Roswheel

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Recensione della borsa sottosella da bikepacking della Roswheel e dimostrazione di un problema molto diffuso nelle borse economiche di questa tipologia.

Borsa sottosella da bikepacking.


Sull'onda della diffusione degli accessori da bikepacking, nell'estate del 2017 ho cercato una borsa sottosella capiente da utilizzare universalmente in ogni uscita.
L'idea era di spendere poco, valutando il rapporto qualità-prezzo in base alla diffusione del prodotto e alle opinioni degli utilizzatori.
La manifattura asiatica ha immesso sul mercato molteplici cloni e varianti delle più note ed utilizzate marche, con prezzi sensibilmente inferiori: dai 30 ai 50 euro, contro prodotti da 120-150 euro.

Analizzando varie borse, mi sono imbattuto nel marchio Roswheel leggendo anche opinioni di decine e decine di utilizzatori entusiasti.

Allettato quindi da prezzo e pareri, ho proceduto all'acquisto ed ho utilizzato la borsa sottosella Roswheel in OGNI mia uscita, sia su strada con bici da corsa, sia fuoristrada con mountainbike, caricandola poco o al massimo a seconda delle esigenze e senza risparmiarle pioggia, fango, sassi, polvere e sollecitazioni dovute a fondi di ogni genere.
Dopo un anno di utilizzo, in seguito alla rottura del prodotto, sono pronto a parlarne con cognizione di causa.
Borsa sottosella da bikepacking, montata e riempita.
Ecco la borsa Roswheel montata sotto la sella e completamente piena. I supporti lavorano bene e il carico risulta sempre stabile.

Veniamo al dettaglio:

Capienza

La borsa è molto versatile riuscendo ad arrivare fino ad un carico di 10 litri. Non certo un record nel genere, ma più che sufficiente a supportare uscite da 1 a 3 giorni affiancata da altre borse di supporto.
Lo stesso prodotto viene venduto con capienza da 8 litri.

Sagoma e ingombro

Ben sagomata per accogliere oggetti senza tuttavia diventare larga o ingombrante al punto da interferire con la pedalata o dondolare pericolosamente oltre il fisiologico.
A pieno carico, il profilo risulta sempre snello e aerodinamico.

Attacchi e supporto

La borsa si attacca ai binari della sella tramite robuste fettucce di nylon e fibbie di buona plastica. Al collegamento con il piantone sella provvedono altre due grosse fettucce dotate di velcro.
Devo dire che questi particolari sono fatti discretamente bene: sono sufficientemente versatili per essere adattati ad ogni bici e robusti per reggere pesi e sollecitazioni.
Le fibbie ed i nastri di compressione fanno adeguatamente il loro lavoro e non hanno mai mostrato segni di usura o cedimento.
A differenza di prodotti ben più costosi, le parti di fettucce "volanti" rimaste dopo la compressione, non hanno un sistema di fissaggio o ritenzione, bisogna quindi ingegnarsi legandole o incastrandole da qualche parte.

Borsa sottosella da bikepacking e dettagli di fibbie, fettucce e velcro di fissaggio.
Fibbie robuste, fettucce solide e velcro di fissaggio: questi particolari sono di buona fattura e ben studiati.

Sacca di carico

Sono impiegati differenti materiali, posti in zone differenti, che all'apparenza sembrano robusti.
La sacca è monotessuto e all'interno, in intercapedine, sono posti dei rinforzi sagomanti rigidi.
I materiali sono considerati a prova di pioggia leggera. All'atto pratico offrono la stessa tenuta di uno zainetto leggero da trekking.
La parte sottostante che riceve schizzi d'acqua, fango e detriti non è protetta da materiale specifico.

Particolari aggiuntivi

Una tasca con zip posta superiormente permette di porvi piccoli oggetti di utilizzo frequente.
Sul retro c'è un intaglio che potrebbe ospitare una lucina da visibilità posteriore. Di fatto è poco utilizzabile perché disponibile solo a pieno carico e con pieghe della sacca molto oculate.

La rottura e il problema principale di queste borse economiche

Eccoci alla nota dolente: dopo un solo anno di utilizzo, la borsa si è rotta nel punto di contatto con il collarino del reggisella.
Il contatto si verifica quando l'altezza del piantone sella non è sufficiente a tenere la borsa sollevata dal collarino.

Punto critico di contatto tra sacca e collarino reggisella nelle borse da bikepacking.
Evidenziato in rosso il punto critico di contatto tra sacca e collarino reggisella. In questa zona, il continuo sfregamento dei due elementi può portare al taglio del tessuto.

Si verifica, quindi, un costante attrito in seguito alle oscillazioni della borsa e, se la zona non è ben protetta da rinforzi o tessuto robusto, ecco che si può facilmente verificare il taglio del tessuto.

Particolare del tessuto tagliato nei pressi della zona di contatto tra borsa e collarino sella.
Particolare del tessuto tagliato nei pressi della zona di contatto tra borsa e collarino sella.

Le borse economiche, ovviamente, non hanno protezioni per l'attrito in questo specifico punto e ho letto su forum esteri di molti ciclisti che sono incorsi nel medesimo problema.
Per prevenire il danneggiamento suggerisco caldamente di applicare del nastro adesivo telato nell'area delicata, meglio più strati sovrapposti. In aggiunta, lo stesso procedimento eseguito internamente preserverà maggiormente la sacca.

La zona di contatto in questa borsa Roswheel non risulta sufficientemente protetta e il tessuto si danneggia con facilità.
La zona di contatto in questa borsa Roswheel non risulta sufficientemente protetta e il tessuto si danneggia con facilità.

Roswhell, il tessuto della sacca non è rip-stop.
Il tessuto della sacca non è rip-stop: quando si buca o si taglia, bisogna provvedere alla riparazione oppure l'area danneggiata continuerà ad espandersi.

Da notare che, quando il tessuto si taglia, non essendo rip-stop per via della sua economicità, è necessario bloccare i lembi altrimenti il buco si allargherà. Anche in questo caso il nastro adesivo telato potrà sistemare la borsa.

Conclusioni

La borsa sottosella da bikepacking Roswheel è un prodotto adeguato al suo prezzo: non si pretendono robustezza, ergonomia, impermeabilità al pari delle sue cugine di alto valore. Si monta facilmente, è stabile e la capacità di carico ottima.
Risente solo di un problema di robustezza dei materiali, quindi raccomando di non acquistarla per i viaggi, ma solo per uscite giornaliere, con l'accortezza di proteggere il tessuto della sacca da ogni attrito con la bici.

Molto probabilmente applicando un nastro di protezione nella zona sensibile, questa borsa potrebbe durare a lungo, ma nel caso si cerchi garanzia di solidità nei materiali, bisogna necessariamente valutare borse di ben altro prezzo.

Valutazione prodotto:




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Agenda fiere 2019 per appassionati di bicicletta, ciclismo e cicloturismo

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Breve riassunto dei principali appuntamenti nazionali legati al settore della bicicletta in ogni sua forma e al cicloturismo.

 Appuntamenti, fiere e saloni legati al mondo del ciclismo, della bicicletta in generale e del cicloturismo, in Italia nel 2019.

Biketravel
BIKETRAVEL
https://itinerandoshow.it/
Padova, dall'1 al 3 febbraio 2019
Il salone dedicato ai cicloturisti e ai viaggiatori a due ruote: un'offerta completa per tutti coloro che amano viaggiare in sella alla loro bici.
Nell'area Bike Travel i cicloturisti possono trovare mezzi, attrezzature, accessori, ma soprattutto proposte di viaggio, itinerari e destinazioni dedicati alla loro passione.


Bike Spring Festival
Bike Spring Festival in concomitanza con Travel Outdoor Fest
http://www.traveloutdoorfest.it
Parma, dal 15 al 17 febbraio 2019
Una 3 giorni dedicata a tutti i simpatizzanti e amanti della bicicletta in grado di creare una community fidelizzata al mondo bike. Un evento con contenuti tecnici e spettacolari dedicati a tutta la famiglia. Inoltre nel lungo weekend, gli appassionati avranno l'opportunità di testare le novità 2019 grazie alla realizzazione di un bike-park indoor per provare mtb ed e-bike.


CosmobikeShow
CosmobikeShow
https://cosmobikeshow.com/
Verona, dal 16 al 17 febbraio 2019
Il festival della bici: eventi, spettacoli, incontri con i campioni, biciclette... la storia e il futuro della bicicletta.


BIKEUP ELECTRIC BYCICLE POWER FESTIVAL
BIKEUP ELECTRIC BYCICLE POWER FESTIVAL
http://www.bikeup.eu/
Bergamo, dal 29 al 31 marzo 2019
Il primo festival internazionale sulle e-bike. Tre giorni di esposizione, relazioni ma soprattutto FREE TEST e prove di e-bike! Incontri B2B, B2C, esposizione delle maggiori case costruttrici mondiali.


FSA BIKE Festival Garda Trentino
FSA BIKE Festival Garda Trentino
https://riva.bike-festival.de/it/
Riva del Garda, dal 3 al 5 maggio 2019
Focus del festival è l'area expo con più di 150 espositori e 300 marche del mondo bike. I nostri partner vi offrono la possibilità di testare diverse biciclette e le novità del settore. Inoltre ogni visitatore ha l'opportunità di provare e comprare prodotti nuovi del mondo due ruote a prezzi competitivi.


BAM! european Bicycle Adventure Meeting
BAM! european Bicycle Adventure Meeting
https://www.bameurope.it/
Mantova, dal 17 al 19 maggio 2019
BAM!, il raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta: si conferma ancora una volta punto di riferimento per tutti coloro che usano la bicicletta per viaggiare, ma anche per chi ne ama il ritmo e il "punto di osservazione" sul mondo.




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Parco del Lura in mountainbike

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Itinerario sterrato tra boschi e campi alla scoperta del "Parco Lura". Percorso completo da nord a sud, con partenza da Bulgarograsso e arrivo a Saronno.

Partenza: Bulgarograsso (CO)
Arrivo: Saronno (VA)
Km totali: 17,91

Parco del Lura in mountainbike: immagine di copertina dell'articolo.

Millesettecento ettari di area tutelata tra le province di Varese, Como e Milano a protezione delle zone limitrofe al torrente Lura, attraverso un antico paesaggio geologico di tipo morenico.
Intendiamoci: il parco del Lura è oggi quel poco che rimane degli antichi rigogliosi boschi lombardi e del poco di terreno agricolo che ancora resiste alla cementificazione.

Sebbene in questa ampia area si incontrino i nomi di decine e decine di paesi e cittadine, l'area urbana della zona è ormai un conglomerato informe di periferia metropolitana che allunga tentacoli ovunque possa trovare spazio per nuove costruzioni.

Mappa d'insieme del Parco Lura con aree di interesse e percorsi.
Mappa d'insieme del Parco Lura con aree di interesse e percorsi.

Il parco del Lura, anzi più propriamente "della Lura", al femminile, rappresenta una piccola area di tutela che offre una fuga dalla città e permette di immergersi in un bosco di querce e robinie: per molti chilometri e molte ore piacevoli, regala l'illusione di trovarsi lontano dalla civiltà, immersi nella natura ad ascoltare il cinguettio degli uccellini e a respirare aria fresca.

Dieci comuni tutelano una ventina di chilometri di parco, realizzando aree di sosta attrezzate, segnalazioni, rimboschimenti e percorsi ciclopedonali.
All'interno del parco si può procedere solo a piedi o in bicicletta e i sentieri sono sterrati e dal fondo prevalentemente ben battuto e si attraversano aree boschive e zone agricole.

La Lura è l'antico torrente che disegna l'area tutelata e, al pari del poco verde rimasto, è anch'esso una risorsa da tutelare.
Le parole del consorzio del Parco descrivono bene questa condizione:
"Il bacino del torrente Lura com'è: tutti gli spazi disponibili sono stati urbanizzati e la città si è espansa fino a divenire metropoli infinita. Le torbiere "bonificate" sono divenute prima prati poi piazzali per centri commerciali e stabilimenti. Il fiume è stato in buona parte chiuso fra muri di cemento e costretto in alvei insufficienti ad accogliere le sue piene. L'agricoltura è stata ridotta ad un ruolo marginale, quasi d'interstizio fra le case e i capannoni, in attesa di essere espulsa in via definitiva.
Il Parco del Lura è nato per arrestare questo processo ed invertire la rotta. Tutela tutte le aree che sono sopravvissute all'avanzata della città."
Conosco bene il parco e lo frequento ancora con grande piacere: per molti anni ho vissuto a ridosso di uno degli ingressi principali e con la mia mountainbike l'ho percorso in lungo e in largo, in ogni stagione e in ogni orario, anche di notte!

In questo articolo vi propongo un percorso da nord a sud per esplorare il Parco nei suoi principali sentieri: partendo da Bulgorello si attraverserà tutto il parco fino a Saronno.
Il dislivello complessivo è trascurabile, ma ci sono alcuni strappi che richiedono impegno sui pedali. Il fondo prevalentemente è sterrato compatto e, in caso di necessità, è sempre possibile abbandonare agevolmente l'area naturale e sbucare nei paesi che lo circondano.

Diverse località quali Caslino al Piano, Lomazzo, Rovellasca, Rovello Porro e Saronno sono servite dalla linea ferroviaria Trenord che permette di organizzare uscite con avvicinamento o rientro in treno.

Percorso proposto: da nord a sud alla scoperta dell'intero Parco.
Percorso proposto: da nord a sud alla scoperta dell'intero Parco.

Parco del Lura in mtb: foto del bosco in dicembre.
Il nostro itinerario inizia la mattina di una splendida giornata di dicembre. La temperatura oscilla tra i -7 e i -5°C, ma il paesaggio naturale ricoperto di ghiaccio e il sole invernale che cerca di insinuarsi tra gli alberi ci regalano atmosfere incantevoli. Il parco Lura è percorribile in ogni periodo dell'anno.

Parco del Lura in bicicletta: anche in pieno inverno è possibile pedalare lungo i sentieri.
Con l'abbigliamento adeguato e dei guanti molto imbottiti non temiamo il freddo pungente! Le bici scalpitano e tra questi sentieri ghiacciati non mancano le occasioni per divertirsi.  

Parco del lura in mtb: sottopassaggio tra Guanzate e Cadorago.
Tra Guanzate e Cadorago ci infiliamo tra le campate dell'autostrada A9.

Parco Lura in bicicletta: pozze d'acqua ghiacciate.
Le pozze d'acqua ghiacciate diventano dei punti pericolosi ad alto rischio di scivolamento, oppure... ad alto divertimento!

Parco Lura in bicicletta: Caslino al Piano, "ponte degli alpini".
Caslino al Piano, "ponte degli alpini".

Parco del Lura: Cadorago, tra il cimitero e la linea ferroviaria.
Cadorago: tra il cimitero e la linea ferroviaria.

Parco Lura in mtb: immersi nel bosco invernale, tra letti di foglie brinate e alberi spogli a farci da spettatori.
Immersi nel bosco invernale, tra letti di foglie brinate e alberi spogli a farci da spettatori.

Parco del Lura in mtb: tra Lomazzo e Rovellasca è situata la recente area di laminazione del torrente Lura per la gestione delle piene.
Tra Lomazzo e Rovellasca è situata la recente area di laminazione del torrente Lura per la gestione delle piene. I lavori sono ancora in corso, ma è già possibile ammirare i laghetti ed i percorsi creati per usufruire dello spazio naturale.

Ecco un piccolo filmato della nostra uscita. Il percorso mostrato è maggiore rispetto a quello descritto nell'articolo perché abbiamo effettuato un anello in modo da congiungere il nostro punto di partenza e arrivo:

Per maggiori informazioni vi invito a consultare il sito web del Parco, fatto molto bene e curato in ogni dettaglio: www.parcolura.it

Questa che segue è la traccia GPS liberamente scaricabile:




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Anello ciclabile intorno ai laghi di Varese e Comabbio

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Itinerario ciclabile ad anello, totalmente in sede protetta, che unisce le ciclopedonali dei laghi di Varese e Comabbio.

Immagine di copertina dell'articolo sulla ciclabile dei laghi di Comabbio e Varese

Partenza: Corgeno (VA)
Arrivo: Corgeno (percorso ad anello)
Km totali: 47,8 Km
Ascesa: 544 m
Pendenza massima: 8,3%

La ciclopedonale del lago di Varese è un percorso molto noto nella zona lombarda, meta di pedalatori di ogni genere e famiglie.
Meno conosciuta è la ciclabile del lago di Comabbio, più naturale, solitaria e defilata.
Entrambi i percorsi seguono i laghi nel loro perimetro e sono collegati mediante una recente bretella che permette di percorrere entrambi in un unico splendido anello.


Sul lago di Comabbio, nelle coste e tra i canneti è visibile la classica vegetazione composta da ninfee e castagne d'acqua.
Nelle coste e tra i canneti è visibile la classica vegetazione composta da ninfee e castagne d'acqua.

Il percorso che oggi vi propongo inizia a Corgeno, a ridosso del lago di Comabbio, paese dotato di comodi parcheggi dove è possibile lasciare gratuitamente la macchina.
Da qui si segue la ciclopedonale (sempre ben segnalata) in senso orario, su fondo misto asfaltato o sterrato ben battuto.

La pista ciclabile alterna fondi asfaltati ad altri in terra: tutti facilmente visibili e percorribili.
La pista ciclabile alterna fondi asfaltati ad altri in terra: tutti facilmente visibili e percorribili.

Il fondo è facile e pianeggiante, sono però presenti molteplici saliscendi e strappetti corti che possono affaticare le gambe e necessitano di rapporti corti per il superamento.
La ciclabile scorre sicura lontana dalle macchine, immersa in una piccola oasi naturalistica con flora e fauna tipiche di zone lacustri e paludose.

Il lago di Comabbio è un piccolo lago di origine glaciale, formatosi quindicimila anni fa in segito al ritiro del "ghiacciaio del Verbano". La profondità è di 8 metri circa.
Il lago di Comabbio è un piccolo lago di origine glaciale, formatosi quindicimila anni fa in segito al ritiro del "ghiacciaio del Verbano". La profondità è di 8 metri circa.

Di tanto in tanto le rive si aprono alla vista e tavoli e panchine fanno capolino da prati che invogliano alla sosta: sono punti ideali per fermarsi a riposare e ammirare il lago.

Lago di Comabbio: una bella passerella di legno sospesa sull'acqua permette un maggiore contatto con la natura circostante.
Una bella passerella di legno sospesa sull'acqua permette un maggiore contatto con la natura circostante. Attenzione alle assi di legno perché, da umide, sono molto scivolose!

Pedalando si giunge in breve al ponte ferroviario ad archi sito nel paese di Boffalora, da cui si lascia l'anello ciclabile di Comabbio per prendere il collegamento con quello di Varese.
Il raccordo è lungo circa 6 km e attraversa una zona paludosa denominata "palude Brabbia", su fondo di terra.

Un cartello riporta alcune indicazioni sul "parco archeologico dell'isolino Virginia".
Un cartello riporta alcune indicazioni sul "parco archeologico dell'isolino Virginia". Per maggiori informazioni: www.isolinovirginia.it

Raggiunta la ciclopedonale del lago di Varese ci si rende subito conto della differenza di contesto: qui la natura è meno preponderante e l'urbanizzazione più presente. Tuttavia la bellezza del giro non decade mai ed è sempre piacevole continuare a pedalare.

Ogni tanto piccoli pontili galleggianti ci permettono di ammirare suggestivi scorci del lago.
Ogni tanto piccoli pontili galleggianti ci permettono di ammirare suggestivi scorci del lago.

Il fondo prosegue con asfalto e sterrati battuti, sempre presenti diversi strappi che abbiamo imparato a conoscere.

Il giro avanza in senso orario costeggiando il lago e si incontrano numerose aree di sosta attrezzate. Appare evidente che la ricezione è curata e ricercata, ragion per cui suggerisco caldamente di evitare il percorso nelle belle giornate di primavera ed estate: vi trovereste circondati da ciclisti di ogni genere, pedoni a passeggio, cani al guinzaglio con filo lungo decine di metri, corridori e famiglie cariche di accessori per il pic-nic!

Il clima invernale regala freddi paesaggi fiabeschi alla nostra uscita. Questo itinerario si presta senza problemi ad uscite fuori stagione.
Il clima invernale regala freddi paesaggi fiabeschi alla nostra uscita. Questo itinerario si presta senza problemi ad uscite fuori stagione.

Proseguendo nuovamente nell'anello, in località Cazzago Brabbia la ciclabile si divide per offrire una deviazione "storica" alla scoperta dei "giazer", le ghiacciaie: particolari costruzioni del XVIII secolo utilizzate per la conservazione del ghiaccio.

Una ghiacciaia nel paese di Cazzago Brabbia.
Una ghiacciaia: questi edifici in pietra scavati in terrapieni profondi 10 metri, venivano riempiti con lastre di ghiaccio formatosi sul lago d'inverno.
Nelle ghiacciaie i pescatori conservavano al fresco il pescato grazie al ghiaccio che poteva conservarsi fino ad un intero anno.

Il panorama è sempre piacevole e ci troviamo circondati dalla catena delle Prealpi e, più in fondo, dalle Alpi sempre ben visibili.
Anche senza GPS è impossible perdersi perché il percorso è sempre ben segnalato tranne in un punto: passata la deviazione per le ghiacciaie, nel punto in cui bisogna riprendere il collegamento con il lago di Comabbio, inspiegabilmente il cartello segnaletico è posizionato solo nel lato opposto della pista. Ciò rende difficile individuare la sterrata di collegamento che, tra l'altro, è in posizione defilata.
Guardate bene la mappa prima di partire per individuare questo punto ostico ed essere preparati. Come riferimento prendete il cimitero di Cazzago Brabbia: quando termina bisogna voltare subito a destra lungo la sterrata.

Alianti sulla pista dell'aero club Adele Orsi
Lungo il lago di Varese, la ciclabile costeggia l'aero club "Adele Orsi": uno dei club di volo a vela più famosi a livello europeo, nato negli anni 60 del novecento.

Si percorre nuovamente la bretella e si terminano rapidamente gli ultimi chilometri che concludono il perimetro del lago di Comabbio fino a portarci al punto di partenza.

Principali luoghi di sosta e ristoro:

  • Sul lago di Comabbio: area pic-nic nella zona di Mercallo, nei pressi della bio-piscina oppure nel parco Bernini di Ternate.
  • Sul lago di Varese: aree pic-nic, svaghi per i bambini e strutture ricettive nei pressi dei lidi di Gavirate o Schiranna.

Consigli sparsi aggiuntivi:

  • bici dotate di copertoni larghi e robusti per via dei tratti sterrati;
  • evitare il periodo estivo per l'affollamento e per gli insetti molesti in gran quantità tipici delle zone paludose e lacustri.

Questa che segue è la traccia GPS liberamente scaricabile:




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Statistiche visitatori 90RPM

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L'anno 2018 volge al termine ed è tempo di bilanci e statistiche.


Siamo quasi a dicembre e alcuni recenti picchi positivi di visite al blog mi hanno portato a controllare il dettaglio di attività sul sito: con mia grande sorpresa le visite giornaliere di utenti unici sono cresciute mensilmente fino a numeri che non avrei mai immaginato per questo piccolo spazio autogestito.

Andamento delle visite giornaliere sul blog 90RPM durante gli ultimi 12 mesi
Andamento delle visite giornaliere sul blog 90RPM durante gli ultimi 12 mesi

Da novembre 2017 a novembre 2018 i visitatori unici giornalieri sono arrivati fino a 500, con una media di navigazione pagine per utente di 3,7 per singola sessione.
Il posizionamento sui motori di ricerca degli articoli è elevatissimo e si mantiene stabile in prima pagina per l'80% dei pezzi, con una diffusione enorme nelle query e nella ricerca immagini.

La fonte principale di visite deriva dalla ricerca diretta attraverso i motori e, a seguire, da forum tematici e social network (dove non ho una partecipazione diretta) dove gli articoli vengono spontaneamente condivisi e discussi.

Per un blog senza pubblicità e senza introiti, curato da una singola persona che pubblica saltuariamente, direi che i risultati sono ottimi!
Grazie a tutti i miei lettori!




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