La ciclabile del Canale Villoresi da Saronno a Monza

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In bicicletta lungo il tratto est del canale Villoresi fino a raggiungere la Villa Reale del parco di Monza.

Itinerario ad anello interamente su piste ciclabili alla scoperta dell'ultima metà della ciclopedonale del "Canale Villoresi".

Partenza: Saronno (VA)
Arrivo: Saronno (percorso ad anello)
Destinazione intermedia: Monza (parco della villa reale) (MB)
Km totali: 65,20
Dislivello: trascurabile


Mi ero già occupato della "ciclabile del Villoresi" in questi articoli:
Itinerario ciclabile da Lainate a Tornavento, costeggiando il canale Villoresi fino al fiume Ticino;
Il canale Villoresi da Saronno

Negli articoli sopra linkati potrete leggere di questa bella ciclabile nel suo tratto ovest, cioè quello primario, oggi invece vi parlerò del tratto terminale che va da Garbagnate a Monza.
Per comodità e costruire un itinerario ad anello, si partirà da Saronno.

Il "Vilores" nasce dal Ticino e sfocia nell'Adda dopo 86 km ed è il secondo canale artificiale più lungo d'Italia, vitale per l'agricoltura dell'alta pianura di Milano.
La sua storia l'ho già raccontata nel dettaglio, quindi oggi darò solo indicazioni per percorrerlo in bicicletta.

Come accennato, il punto di partenza e arrivo è Saronno per un'ottima ragione logistica: è raggiungibile comodamente in macchina o treno, vi sono adeguati parcheggi, perfetto per chi viene da fuori!

Bicicletta e pista ciclabile a Saronno, zona Introini.
Saronno, zona Introini: si abbandona la città per dirigersi verso il Parco Groane attraverso una pratica e piacevole pista ciclabile.

Dalla centrale piazza Libertà, percorrendo alcuni tratti ciclabili, si giunge rapidamente al bosco del Parco delle Groane e si pedala qualche chilometro in direzione di Garbagnate Milanese.

Una bici corre verso la ciclabile del Villoresi percorrende strade ciclabili.
Prima del Parco Groane, la ciclabile risulta un po' frammentaria: è sempre in sede protetta, ma il percorso richiede l'attraversamento di strade. Tuttavia con le opportune cautele è possibile procedere anche con bambini al seguito.

Fino a qui il fondo è misto: cemento e sterrato compatto.
Pedalando alla fine di maggio in piena esplosione floreale, la natura regala profumi fruttati dolcissimi per allietare il percorso.

Percorso ciclabile nel Parco Groane verso la ciclabile del Villoresi.
Parco Groane: lasciamo la ciclabile di cemento per posare finalmente le ruote nella natura.

Verso il Villoresi percorrendo in bici i sentieri del Parco Groane.
La vegetazione coprente rende il tragitto piacevole anche in giornate calde. In questo tratto delle Groane il fondo è compatto e facilmente pedalabile.

Pedalando verso il Villoresi incontriamo i resti dell'antica fornace Maciachini, esempio di archeologia industriale.
"LET 1 Ville storiche e Groane": si tratta di un itinerario ad anello che parte dalla stazione Garbagnate-Parco delle Groane, promosso dal Sistema Turistico Nazionale, alla scoperta delle storiche ville presenti nei paraggi. Qui vediamo l'antica fornace Maciachini, esempio di archeologia industriale.

In poco tempo si giunge nei pressi della stazione ferroviaria di Garbagnate Groane e qui ritroviamo il Canale Villoresi con la sua ciclabile pianeggiante a costeggiarlo.
Non si può sbagliare strada ora, si segue l'acqua e il suo lento moto fino a Monza!

Il canale Villoresi nei pressi della stazione ferroviaria Garbagnate- Groane.
Dietro la stazione Trenord di Garbagnate-Groane incrociamo finalmente il Villoresi con le sue calme acque. Da qui lo costeggeremo senza più abbandonarlo.

Mountainbike percorre la ciclabile del Villoresi.
Lungo il Villoresi il fondo della ciclabile è sterrato e compatto: una strada bianca che non presenta difficoltà né di pedalata, né di orientamento.

Attraverso pendenze trascurabili e fondi sufficientemente ben tenuti, sfioriamo Senago, Pinzano, Palazzolo, Nova Milanese e Muggiò. L'itinerario presenta il vantaggio di potersi fermare in grandi centri abitati in caso di necessità, fosse anche un semplice caffè, non ci si trova mai in zone desolate. Vantaggio o svantaggio, dipende sempre dai punti di vista in effetti....

Chiusa lungo il canale Villoresi.
Il canale Villoresi e le sue chiuse che hanno permesso lo sviluppo agricolo del passato in una zona povera di risorse idriche.

Pista ciclabile lungo il canale Villoresi immersa nella natura.
Il sentiero ciclabile prosegue immerso nella natura offrendo piacevoli scorci.

Ponte di ferro lungo la ciclabile del Villoresi per attraversamento di sponda.
Spesso si deve cambiare sponda e gli attraversamenti sono diversificati: in questo passaggio percorriamo un ponte a travi di ferro.

Ciclabile del Villoresi: nei pressi di Palazzolo Milanese la ciclabile compie un "cavatappi" per superare la ferrovia.
Nei pressi di Palazzolo Milanese la ciclabile compie un "cavatappi" per superare (in modo scenografico) la ferrovia.

Rispetto al tratto iniziale della ciclabile del Villoresi, appare chiaro di essere sempre immersi in un contesto fortemente urbanizzato e le montagne sono sempre più lontane, tuttavia il percorso stupisce per la sua piacevolezza e comodità, caratteristiche che lo rendono adeguato anche a percorrerlo con bambini al seguito.

Stazione ferroviaria di Nova Milanese fotografata dalla ciclabile del canale Villoresi.
Stazione ferroviaria di Nova Milanese.

Gli ultimi chilometri di natura prima di giungere a Monza. Il fondo della ciclabile è tornato asfaltato.
Gli ultimi chilometri di natura prima di giungere a Monza. Il fondo della ciclabile è tornato asfaltato.

La ciclabile è molto frequentata sia da ciclisti che da runner e pedoni, quindi il fine settimana sarà sempre abbastanza affollata.
Il mio suggerimento è di pedalare in settimana o in orari "alternativi" per potersi godere appieno il tragitto.
Il fondo è quasi sempre asfaltato o compatto, quindi non ci sono problemi stagionali ed è possibile pedalare anche in pieno inverno.

Un sito utile di approfondimento è quello dell'ufficio turistico di Monza: http://www.turismo.monza.it/it/cosa-fare/2816-la-pista-ciclabile-del-canale-villoresi

Area di sosta con tavolo e panche all'interno del parco della Villa reale di Monza.
Nel parco della Villa reale di Monza non mancano le aree di sosta per un pic-nic: punto ideale per una lunga pausa prima del rientro.

Segnavia lungo la pista ciclabile del canale Villoresi.
Lungo la ciclabile del Villoresi ci imbattiamo spesso in segnavia con le indicazioni delle distanze chilometriche. Da Monza alla diga del Panperduto, dove nasce il Villoresi, ci sono 61 km di ciclabile.

Questa è la traccia GPS liberamente scaricabile. L'itinerario indicato corrisponde solo al percorso di "andata" perché è perfettamente sovrapponibile a quello del "ritorno":


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Ride the Alps 2018: passi alpini chiusi al traffico accessibili solo ai ciclisti

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Da maggio a settembre ecco gli appuntamenti irrinunciabili per poter pedalare sui passi alpini durante speciali giornate di chiusura al traffico.

Logo Ride the Alps. Manifestazione in bici su passi alpini chiusi al traffico
Gli eventi "Coop Ride the Alps" offrono un'esperienza ciclistica indimenticabile: in giornate predefinite, i passi alpini sono chiusi al traffico motorizzato e accessibili soltanto ai ciclisti.
Non lasciatevi sfuggire queste occasioni uniche per pedalare immersi in panorami mozzafiato!


Questo è il sito ufficiale: https://www.myswitzerland.com/it-it/ride-the-alps.html

Di seguito una tabella riassuntiva con le località e le date:

Ride the Alps 2018

Evento Data Passo alpino
Ride the Alps Lukmanier, die Kaiserroute 01.05 Lucomagno
Ride the Alps Susten 26.05 Susten
UNICEF Cycling for Children 09.06 Col de Crans-Montana
Ride the Alps Arosa 10.06 Coira-Arosa
Chasing Cancellara 24.06 Oberalp 
Ride the Alps vaudoises – de Chasing Cancellara 01.07 Col des Mosses–col du Pillon–col de la Croix
Granfondo San Gottardo 22.07 San Gottardo
Tour des Stations 11.08 Col de la Croix-de-Coeur
Swiss Cycling Alpenbrevet 25.08 Susten–Grimsel–Furka
SlowUp Mountain Albula 02.09 Albula
Challenge Davos Festival 16.09 Flüela
La Désalpe Reichenbach 16.09 Col de la Gueulaz
Freipass Klausen Pragel 22.09
23.09
Klausen
Pragel



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Carrellini da bicicletta per il trasporto dei bambini: test e comparazione

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Test e classifica di carrellini per il trasporto dei bambini.

Rimorchietti trainati da bicicletta: ecco la classifica secondo il TCS svizzero tra i marchi più noti come Burley, Croozer, Thule.

Immagine di copertina dell'articolo che parla dei carrellini per il trasporto dei bambini, trainati dalla bicicletta

Alcuni dei miei lettori sono appassionati di lunghi viaggi in bicicletta e, una parte di loro, viaggia con bambini piccoli al seguito utilizzando appositi carrellini che si agganciano alla bici.

Non ho esperienza diretta in merito a questi prodotti, ma ho trovato il test comparativo del TCS svizzero molto interessante e ne riporto la notizia.
Inoltre è stato realizzato nel 2018, quindi con informazioni attuali.

Nel dettaglio,
Il Touring Club Svizzero ha provato 5 carrellini per il trasporto dei bambini, tra i più venduti sul loro territorio, e ne ha stilato una classifica in base a caratteristiche, pregi e difetti.

Tutti i modelli provati sono dotati di strutture ben realizzate e leggere, capaci di trasportare fino a 45 kg ed equipaggiati con cinture di sicurezza a 5 punti e zanzariera davanti al tettuccio.
Secondo la normativa, devono essere trainati da biciclette muscolari o elettriche fino a 25 km/h.

Una bicicletta traina un carrellino per il trasporto dei bambini
Un rimorchio per bambini Croozer trainato dalla bicicletta. Un modello di qualità con ottime caratteristiche di protezione dei bambini e dotato di struttura ripiegabile

Un solo modello disponde di scocca a guscio in lega leggera, gli altri sono composti da stoffa tesa.
Ogni modello è ripiegabile e possiede catarifrangenti e solo uno è già fornito di fari elettrici azionati al manubrio.

Rimorchi trainati per trasportare bambini dotati di colori ad alta visibilità e accessori quali luci, catarifrangenti e bandierine aumentano la sicurezza di utilizzo
Nei rimorchi per bicicletta, colori ad alta visibilità e accessori quali luci, catarifrangenti e bandierine aumentano la sicurezza di utilizzo

Il TCS ha svolto accurati test valutando caratteristiche, accessori, prezzo, qualità, dimensioni, sospensioni, garanzia, maneggevolezza, sicurezza ecc..... Insomma una prova ben realizzata e dettagliata.
Il risultato e la classifica lo trovate in questa pagina: https://www.tcs.ch/it/test-consigli/test/bici-e-bike/rimorchietti-bici-trasporto-bambini.php


Qui di seguito un elenco di suggerimenti rivolti agli utilizzatori di carrellini per il trasporto dei bambini, stilato sempre da TCS:
  • Prima di acquistare il rimorchietto provatelo con la vostra bicicletta;
  • In linea di principio un rimorchietto è generalmente più sicuro di un seggiolino per bambini sistemato sul portapacchi (baricentro più elevato);
  • Nel rimorchietto i bambini dovrebbero portare il casco;
  • Trasportate i bambini nel rimorchietto solo se possono stare seduti da soli (a partire da 6 mesi circa);
  • In caso di temperature rigide, vestite i bambini con indumenti caldi (il rimorchietto offre poco spazio per muoversi);
  • Garantite una ventilazione sufficiente quando fa caldo;
  • Verificate la buona visibilità del rimorchietto (luci accese al crepuscolo e di notte);
  • Assicurate un carico d'appoggio corretto del timone sulla bicicletta (non sistemate bagagli pesanti nella parte anteriore del rimorchietto);
  • Controllate regolarmente il rimorchietto (gonfiare le gomme, pulire e lubrificare gli assi delle ruote, verificare le luci e l’aggancio, stringere le viti);
  • Il rimorchietto è più largo della bicicletta e influisce sul comportamento di guida;
  • Montate uno specchietto retrovisore per vedere ciò che il bambino sta facendo nel rimorchietto.


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Sfida copertoni tuttofare entry-level: Michelin Country Trail e B'Twin All Terrain Dry

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Test e opinioni sui copertoni per MTB "Michelin Country Trail" e "B'Twin All Terrain Dry 1"

Tra i copertoni per mountainbike universali e dal basso costo troviamo questi due modelli largamente diffusi. Vediamo pregi e difetti in una sfida diretta.

Per accontentare una larga fetta di ciclisti che non desiderano coperture tecniche o costose, ogni produttore possiede a catalogo gomme di base per gli utilizzi più comuni: gite domenicali, escursioni facili su ogni fondo e commuting.

Complice la disponibilità presso grandi catene sportive, in questa categoria due modelli di copertoni più venduti sono "Michelin Country Trail" e "B'Twin All Terrain Dry1".
Li ho provati entrambi per svariati chilometri e questa è la mia opinione.

Michelin Country Trail

Copertone Michelin Country Trail
Michelin Country Trail
Gamma: Access line
Misura: 26x2,00
Peso: 600 g
Terreno: misto
Disponibile in versione rigida o pieghevole, secondo il produttore è un copertone per terreni misti con una lunga vita d'utilizzo.
Sempre secondo Michelin, questi sono i voti assegnati ai vari parametri:
  • Peso: 3 su 4
  • Velocità: 3 su 7
  • Robustezza: 3 su 7
  • Aderenza: 2 su 7
  • Longevità: 4 su 7
In questi termini sembrerebbe un pessimo copertone, invece alla prova pratica si dimostra un onesto tuttofare con alcuni ovvi limiti. Il disegno del battistrada presenta tasselli abbastanza pronunciati e distanziati, con un vuoto durante il trasferimento laterale.
Ciò è un vantaggio nelle piste bianche, negli sterrati compatti e nel fango moderato perché il copertone morde il fondo in maniera adeguata, ma durante le pieghe veloci con trasferimento di carico laterale si ha quasi la sensazione di cadere fino a che i tasselli laterali non vengono caricati.

Battistrada del Copertone Michelin Country Trail con i grandi tasselli disposti in modo ampio
Battistrada del Copertone Michelin Country Trail con i grandi tasselli disposti in modo ampio

La mescola è improntata alla durata, non ha caratteristiche di elevata aderenza e questo si avverte sul bagnato e sui fondi asfaltati o rocciosi.
La fila centrale di tasselli non ha una cintura fitta e durante la marcia regolare la ruota risente di un discreto rumore di rotolamento.
Il copertone deve essere montato con il senso di marcia indicato sulla spalla: all'anteriore i tasselli sono indirizzati a freccia verso la marcia per garantire direzionalità, mentre al posteriore viene girato di 180° per offrire trazione.
Foto di una ruota da bicicletta con copertone Michelin Country Trail
Michelin Country Trail montato posteriormente con battistrada inverso per offrire la massima trazione

Il Country Trail va utilizzato per quello che è il suo scopo, senza strafare e con attenzione ai fondi duri bagnati.
Sui fondi moderatamente sterrati si comporta bene garantendo grande trazione e sicurezza di marcia, anche osando di prepotenza qualche inserimento in curva o appoggio laterale.

Michelin Country Trail montato sull'anteriore e testato su differenti fondi, anche in pozze di fango
Michelin Country Trail montato in senso direzionale sull'anteriore e testato su differenti fondi, anche in pozze di fango

L'ho provato anche su terreno fangoso fino ad immergere completamente la spalla e non mi ha mai deluso nella trazione, a patto però di bilanciare bene il peso corporeo per offrire sempre un carico adeguato a farlo mordere.
Ottimo copertone al posteriore, risente maggiormente all'anteriore dove il disegno dei tasselli e la mescola non sono in grado di offrire sicurezza in tutte le condizioni.

B'Twin All Terrain Dry1

Foto d'insieme del copertone per bicicletta B'Twin All Terrain Dry 1
B'Twin All Terrain Dry 1
Gamma: All Terrain
Misura: 26x2,00
Peso: 815 g
Terreno: compatto
All Terrain è la gamma di copertoni tuttofare di B'Twin e questo è il modello base, riconoscibile per la spalla senza numeri aggiunti, anche se viene indicato on line spesso con il numero "1" dopo la parola Dry.
Versione rigida, venduto per utilizzo occasionale o regolare su terreni asciutti.
Basso numero TPI come si conviene ai copertoni di questa categoria: 22. Ideale per offrire protezione antiforatura senza l'aggiunta di inserti tecnici o tele performanti, d'altronde parliamo di un modello base.

Battistrada del B'Twin All Terrain Dry 1 con tasselli piccoli e disposti in maniera fitta
Battistrada del B'Twin All Terrain Dry 1 con tasselli piccoli e disposti in maniera fitta, specialmente sulla linea di circonferenza mediana

La tassellatura non è pronunciata ed è fitta quanto basta per offrire un ottimo comportamento in marcia e trazione dove serve.
Si comporta bene su asfalto e sterrati compatti, sufficientemente sicuro sul bagnato e presenta un'ottima direzionalità.

Prova su vari fondi del B'Twin All Terrain Dry 1
Prova su vari fondi del B'Twin All Terrain Dry 1

Non poteva mancare una prova su fondo fangoso e devo dire che qui mi ha stupito: bilanciando il peso e moderando la velocità è sempre riuscito a tirarmi fuori dai passaggi difficili. Ovviamente a marce corte e pedalate di potenza perde aderenza facilmente, ma non si può chiedere di più.
Onesto e affidabile per l'utilizzo che si prefigge, da verificare in futuro la longevità della mescola.

B'Twin All Terrain Dry 1 con montaggio direzionale "a freccia"
B'Twin All Terrain Dry 1 con montaggio direzionale "a freccia"

Buono su entrambi gli assi, non presenta indicazioni di montaggio, suggerisco quindi di montare sempre la tassellatura "a freccia".
Pur provato in entrambe le direzioni, non mi ha trasmesso differenze degne di nota, ragion per cui suggerisco il montaggio tradizionale per assecondare il rotolamento.


Il verdetto

Michelin è un produttore che non ha bisogno di presentazioni e tutti possiamo immaginare lo studio e l'esperienza celati dietro al disegno di un copertone.
B'Twin è spesso snobbata perché venduta nelle grandi catene sportive Decathlon, supponendo quindi un prodotto di massa dalla scarsa qualità. Eppure anche B'Twin ha un centro di ricerca e ingegneri specializzati solo nella progettazione delle coperture per bicicletta, quindi anche il prodotto qui proposto ha visto uno studio alle spalle.
Ritengo quindi che, qualitativamente, il Michelin Country Trail e il B'Twin All Terrain Dry possano equivalersi perché progettati per lo stesso scopo: versatilità ed economia, con una costruzione della carcassa simile.

A differenziarli è il disegno del battistrada perché il primo ha un'impostazione maggiormente da fuoristrada, mentre il secondo è più adatto a fondi compatti, asfalto incluso.
Avendo verificato le doti di trazione e direzionalità di entrambi e avendoli testati sui vari fondi che un ciclista domenicale può incontrare, personalmente mi sento di decretare il B'Twin come vincitore di questa sfida: un ottimo tuttofare per un utilizzo universale non tecnico.




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Maggio in Lombardia

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15°, temporali, bombe d'acqua e grandine: benvenuti in Lombardia a fine maggio!
Nel 2018 il meteo della mia zona è desolante... sono saltati per forza di cose moltissimi giri interessanti in bici e ormai non conto più i fine settimana bloccato in casa.

Quando, poi, il cielo sembra concederti tregua, inforchi la bici, ti allontani qualche chilometro da casa, ti volti e... eccola lì! Implacabile come sempre, la supercella temporalesca inizia a correre verso di te e ti spinge a sfiorare i 30 Km/h su sterrati in mezzo ai campi!
"O tu o lei... chi vincerà?"
Una bici in mezzo ai campi e un grosso temporale in arrivo sullo sfondo

Panorama di un'escursione in bici tra campi e bubi temporalesco in arrivo



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