Pantaloncini da ciclismo e marketing

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Pantaloncini da ciclismo: il prezzo è giustificato?

Quello che le case produttrici non ti dicono sui prezzi dei pantaloncini con fondello da ciclismo.


Ci sono produttori che cambiano fondelli e pantaloncini ogni anno inseguendo la moda, cercando di spingere i clienti ad acquistare nuovi prodotti in maniera compulsiva.
Altri, invece, modificano nel tempo il proprio prodotto al fine di renderlo perfetto, per poi lasciarlo inalterato per anni.

Sono due scelte commerciali differenti che rispondono a richieste e mercato.
C'è, però, un fattore che accomuna entrambe: il prezzo elevato.
I pantaloncini di qualità, dotati di fondelli tecnici, hanno prezzi alti che le case giustificano con ricerca, materiali e manufattura.

Indubbiamente questi tre fattori hanno un peso economico, ma il prezzo finale è davvero giustificato?
La risposta è: no!

Ma chi sono io, semplice ciclista della domenica, per affermare questo?
Nessuno. Infatti la dichiarazione, nero su bianco, viene direttamente dalla bocca di Simon Mottram, fondatore del marchio Rapha: azienda londinese che produce più di 750 capi tecnici d'abbigliamento per ciclismo, fornitrice 2013-2016 del team Sky.

Mottram, intervistato dalla rivista "Cyclist", dichiara testualmente:
"Per la maggior parte dei marchi di abbigliamento, i calzoncini rappresentano una buona metà delle entrate; è sempre stato così perché sono un articolo indispensabile e allora ci si può permettere di alzare il prezzo."
Proviamo a pensare a tutti gli indumenti che un grosso marchio commercializza: magliette intime, magliette a manica corta e lunga, antivento, soft-shell e hard-shell, antipioggia, calze, calzoncini, calzamaglie, salopette, copriscarpe, cappelli, sottocaschi, giacche, tubolari gambe e braccia, gilet... Il tutto coniugato in linee con membrane antivento o antipioggia, dai colori più o meno sobri, dai tessuti più disparati... L'insieme dei capi a catalogo è quasi vertiginoso!
Eppure su centinaia (in alcuni casi quasi migliaia) di indumenti prodotti e commercializzati dai grossi marchi, almeno la metà delle vendite riguarda i pantaloncini con fondello.
Chiaro è che, se i prezzi di questi singoli articoli non garantissero un elevato utile, gli stessi produttori faticherebbero a rimanere in vita.




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RAPEX prodotti richiamati nel 2017

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RAPEX prodotti richiamati nel 2017

Il "sistema di allarme rapido per prodotti pericolosi" segnala alcuni casi.


Il 2017 volge al termine e il sistema europeo di allerta RAPEX (trovate la spiegazione qui: https://90rpm.blogspot.it/2014/11/il-sistema-europeo-rapex-tutela-anche.html) continua a vigilare sui prodotti da ciclismo per garantire la sicurezza degli utenti finali.

Per l'anno in corso sono state segnalate due allerte degne di nota: una a marchio B'Twin e un'altra a marchio Bottari, quale importatore.
Se avete acquistato i prodotti oggetto di allerta, attivatevi immediatamente per la sostituzione presso i vostri venditori perché ne va della vostra stessa vita. Infatti, entrambe vengono contrassegnate con livello di rischio "serious".

Nel dettaglio questi sono i prodotti soggetti ad allerta:

B'TWIN Rockrider 520
B'TWIN Rockrider 520

Alert number: A12/0555/17
Brand: B'TWIN
Name: Rockrider

Type / number of model: B'TWIN Rockrider 520, size L, colour: black, ref. no.: 1864812, B'TWIN Rockrider 520, size L, colour: dark blue, ref. no.: 2002104, B'TWIN Rockrider 520, size L, colour: yellow, ref. no.: 2046832, B'TWIN Rockrider 520, size XL, colour: black, ref. no.: 1864813 , B'TWIN Rockrider 540, size L, colour: grey, ref. no.: 1864083

Risk type: Injuries
During a ride the frame can break causing the user to fall off the bicycle and get injured.
Measures taken by economic operators:

Recall of the product from end users (By: Distributor)


Bottari Europe RACE
Bottari Europe RACE

Alert number: A12/0519/17
Brand: Good Bike / Bottari Europe
Name: Bicycle helmet RACE
Type / number of model: art. 88849 (XS-T28)

Risk type: Injuries
The fastening device breaks easily and the helmet can come off the user's head. As a result, the user might suffer injuries in the event of an impact.
The product does not comply with the requirements of the Personal Protective Equipment Directive and the relevant European standard EN 1078.

Measures taken by economic operators: Withdrawal of the product from the market (By: Importer)




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Itinerario sterrato alle cave di Molera di Malnate e Cagno

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Itinerario sterrato alle cave di Molera di Malnate e Cagno

Un difficile percorso in mountain bike attraverso parchi e boschi per raggiungere il monumento naturale delle cave di Molera di Malnate e Cagno.

La foto mostra l'interno di una delle Cave di Molera di Cagno
L'interno di una delle cave di Cagno appare come una grotta in cui addentrarsi per l'esplorazione.

Partenza: Mozzate (CO)
Arrivo: Mozzate (Itinerario ad anello)
Km totali: 50,8
Differenza altimetrica: 233 m
Ascesa totale: 763 m


Inizio subito con un parametro, quello della difficoltà: difficile!
Il percorso che vi propongo oggi è molto impegnativo, tecnico e richiede sempre grande concentrazione. Non affrontatelo quindi con bambini al seguito come se fosse una gita domenicale!

Si parte da Mozzate e si attacca il percorso all'interno del parco Pineta di Appiano e Tradate, prima su sentieri sterrati larghi e ben battuti e poi su single track via via più impegnative.
Proprio all'interno di questi boschi si passerà la maggior parte del tempo e di questo, di tempo intendo, ne dovrete avere parecchio perché la ventina di chilometri che qui percorrerete ve ne assorbirà molto!

Vi troverete a percorrere lunghi sentieri sterrati, canaloni a V scavati dall'acqua, discese con pietre e radici, salite impossibili da pedalare e spesso dovrete scendere dalla bici e spingere a mano.

Il fondo in alcuni tratti sarà impegnativo, ma ancora pedalabile. In altri sarà impossibile: vi accorgerete che i pedali toccheranno le pareti dei canaloni oppure vi imbatterete in discese da fare con i freni tirati quasi al blocco e con tutta la vostra capacità tecnica e mentale impegnate a dirigere la bici tra gradini di terra, pietre rotolanti, radici affioranti e toboga naturali.

Per brevi tratti vi sposterete su asfalto. Quel tanto che basta a raggiungere nuovamente campi e boschi per poi tuffarvi nuovamente nella natura.
Faticherete parecchio ma avrete poi una splendida ricompensa: le cave di pietra di Malnate e Cagno.

La foto mostra l'interno di una cava della zona di Cagno e Malnate
Le pareti lavorate dele cave appaiono suggestive e il contesto naturale in cui sono immerse rende questo luogo indimenticabile.

Si tratta di un sistema naturalistico sito all'interno dell'area protetta del "Parco Valle del Lanza", tra le province di Varese e Como, che permette di ammirare affioramenti di pietra arenaria.
Qui, a partire dal XV secolo, vi è stata un'intensa attività estrattiva a fini edilizi e ciò che rimane stupisce il visitatore: dall'esterno questi luoghi appaiono come caverne dalle bocche enormi ed è possibile addentrarsi per esplorarli.
L'ingresso di una cava. Nella foto ho cercato di rendere l'idea delle proporzioni di queste "opere", ma bisogna recarsi di persona per rendersi conto appieno delle dimensioni
L'ingresso di una cava. Nella foto ho cercato di rendere l'idea delle proporzioni di queste "opere", ma bisogna recarsi di persona per rendersi conto appieno delle dimensioni.

Le immense pareti di roccia, levigate dagli antichi strumenti d'estrazione, fanno sentire piccoli al loro cospetto e sembra davvero di essere dentro a grotte dai colori cangianti.

La mia bicicletta appoggiata ad una parete lavorata da antichi strumenti. Notevole la dimensione degli scavi.
La mia bicicletta appoggiata ad una parete lavorata da antichi strumenti. Notevole la dimensione degli scavi.

Un altro ingresso invita ad esplorare il buco nero che ci appare davanti al manubrio...
Un altro ingresso invita ad esplorare il buco nero che ci appare davanti al manubrio...

Il mio compagno di pedalata, Luca, mentre esplora l'interno di una delle cave di Cagno e Malnate.
Il mio compagno di pedalata, Luca, mentre esplora l'interno di una delle cave di Cagno e Malnate.


Le cave visitabili nella zona sono una decina, alcune di queste hanno più ingressi. Per trovarle basta percorrere il sentiero boschivo e prestare attenzione alle aperture che ogni tanto appaiono ai lati, lungo le pareti verdi del bosco.

Lungo il sentiero sterrato si incontrano le aperture delle cave.
Lungo il sentiero sterrato si incontrano le aperture delle cave.


Al termine dell'immancabile visita alle cave, si gira la bici e si rientra a Mozzate percorrendo altri complicati sentieri nei boschi.
Vi stupirete delle lunghe ore che saranno passate per collezionare, infine, "solo" una cinquantina di chilometri, ma vi rimarrà di sicuro un ottimo ricordo di questo percorso lombardo!

Dall'interno, le pareti verticali assumono colori differenti ed è un piacere eplorarle con la  vista nella loro interezza.
Dall'interno, le pareti verticali assumono colori differenti ed è un piacere eplorarle con la  vista nella loro interezza.


PS: le mie foto non rendono giustizia alla bellezza del luogo perché scattate con uno smartphone. Vi rimando a questa pagina per visualizzare fotografie davvero ben fatte: https://archiviolagomaggiorevaresotto.blogspot.it/2017/01/cave-dimolera-cagno-e-malnate.html

Questa è la traccia GPS liberamente scaricabile:



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Guida al cicloturismo in Slovenia

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Viaggiare in Slovenia con la guida per cicloturisti

L'ente del turismo sloveno ha pubblicato una guida cicloturistica gratuita.

Avrei dovuto pubblicare questo articolo a giugno, con l'inizio dell'estate, ma è poi rimasto nelle catacombe informatiche del mio maniero digitale.
Ecco quindi che, con estremo ritardo, pubblico un pezzo sulle vacanze cicloturistiche.
Una delle possibili mete potrebbe essere la Slovenia: terra di mare e montagna che ha ultimamente investito molto nel cicloturismo, creando e potenziando una rete ciclabile di oltre 120 km.

L'ente turistico ha preparato una guida per ciclisti intitolata "Ciclismo in Slovenia" e l'ha resa disponibile per il download gratuito (il link lo lascio al termine del testo).

La guida contempla percorsi lenti turistici e da mountainbike, attraverso tutte le regioni slovene.
Sono indicati gli itinerari, le strutture d'accoglienza e tutte le informazioni utili per accompagnare i pedalatori.

Il link per scaricare la guida è il seguente: Ciclismo in Slovenia

Sempre a proposito di Slovenia in bicicletta, segnalo anche l'ottima guida pubblicata da "slow-tourism": 40 itinerari tra Italia e Slovenia




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I giornalisti non ciclisti

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I giornalisti non ciclisti

Scrivono di bici, su riviste di bici, ma saranno anche ciclisti?


"...è un designer giapponese molto attento a sposare estetica e funzionalità".
Inizia con queste parole un articolo sul designer Yuma Kano, proseguendo poi negli elogi rispetto ad intenzioni e capacità.
A farlo è una nota pubblicazione che tratta bicicletta e mobilità sostenibile, quindi, si suppone, formata da giornalisti che utilizzano la bici in contesto urbano o, per lo meno, ne conoscano i risvolti, le problematiche e le criticità.

Come si può dedicare un pezzo ed elogiare il prodotto di un designer che, evidentemente, la bicicletta in città non l'ha mai parcheggiata?!?

Giudicate voi stessi: questa è la rastrelliera porta bici che il designer ha ideato e realizzato.
Un perfetto sistema per favorire i furti dato che è impossibile legare correttamente la bici.

Rastrelliera "On bicycle stand" di Yuma Kano
Rastrelliera di design "On bicycle stand" di Yuma Kano

Anzi, è peggio delle rastrelliere comuni che vediamo in giro: in quelle, almeno, la catena intorno alla ruota anteriore riusciamo a metterla (chiaro che non serve a nulla), in questa ideata da Kano, invece, non si può proprio legare nulla.

Rastrelliera in serie composta dal modulo "On bicycle stand" di Yuma Kano
Rastrelliera in serie composta dal modulo "On bicycle stand" di Yuma Kano

Con FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), comitati locali e negozi di biciclette sono anni che cerchiamo di sensibilizzare le pubbliche amministrazioni, ma anche i soggetti privati, ad abbandonare l'acquisto di rastrelliere da bicicletta totalmente inutili. Inutili perché, se non puoi proteggere la bicicletta dai furti durante le soste, si innesca un ciclo che fa sì che le persone siano costrette ad abbandonare l'utilizzo della bici quale mezzo di spostamento urbano.

Per intenderci, le rastrelliere che davvero proteggono dai furti consentendo di legare correttamente le biciclette sono fatte in questo modo:

Esempi di funzionanti rastrelliere per biciclette che proteggono dai furti
Esempi funzionanti di rastrelliere per biciclette che proteggono dai furti


In conclusione, da giornalisti attenti alla mobilità sostenibile mi sarei aspettato un articolo critico verso chi, designer nel 2017, insiste ancora nel progettare rastrelliere per biciclette che nulla hanno di innovativo, nulla hanno di pratico, nulla hanno di utile.
Invece...




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