Randoriver 6x6

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Il sito ufficiale della randonnée "Randoriver 6x6"

Il 31 agosto 2014 si correrà la randonnée in mountain bike più lunga d'Italia: 3 percorsi di differente difficoltà lungo il corso di sei fiumi e attraverso sei parchi naturali.

Il programma prevede la partenza dal paese di Garbatola di Nerviano (MI) e si potranno percorrere tre diversi itinerari in base alla propria preparazione atletica: un percorso "corto" di 50 km, uno "medio" di 90 Km e uno "lungo" di 130 km.
L'organizzazione riferisce che dal punto di vista tecnico il tracciato è quasi interamente pianeggiante e di grande interesse.

Si pedalerà lungo le rive di sei corsi d’acqua: il Ticino, l'Olona, il Bozzente, il Naviglio Grande, il Canale Villoresi e il canale Scolmatore.
Si percorreranno sei parchi naturali di grande interesse paesaggistico e naturalistico: l'oasi WWF di Vanzago, il Parco Agricolo Sud di Milano, il Parco del Ticino, il Parco Altomilanese e il Plis dei Mulini.


Il gruppo 90RPM parteciperà all'evento.


Sito ufficiale: http://garbatola.it/Randoriver/Randoriver/Randoriver_6x6.html



Randoriver 6x6 2014 - Resoconto di gara

Premessa: il resoconto è stato scritto da un cicloamatore. Non faccio gare, non partecipo mai a randonnée, se riesco ad usare la bici per fare 40 km durante la settimana mi va già di lusso.
Leggete quindi questo report con i miei occhi: una bella "avventura" per un semplice pedalatore della domenica. 


31 agosto 2014, 7 del mattino: la bicicletta è pronta dal giorno prima e l'attrezzatura è riposta con cura nello zaino. Il meteo è un grande dilemma perchè 2 siti web su 3 danno pioggia, il che mi obbliga a portare con me impermeabile e pantaloni antipioggia.

Ore 7: partenza per Turate. Giacca ad alta visibilità e luci accese sulla bicicletta

Parto da casa pedalando alle prime luci del mattino per raggiungere Turate, luogo dell'appuntamento.
Pedalo con calma perchè non ho fretta e voglio stancare le gambe il meno possibile, quindi rapporto agile e via fischiettando.

Pedalando il mattino per raggiungere il punto di ritrovo

Il nostro gruppo di gara doveva essere di 6 persone, ma un contrattempo ci ha ridotti a 4, quindi partiamo poi da Turate con 2 macchine e raggiungiamo Garbatola dopo una pausa caffè e dopo aver sbagliato strada un paio di volte.

Ritrovo a Turate. Nella foto le bici professionali di Ugo e Igor in assetto da gara

Sono le 8:30 circa quando arriviamo sul piazzale di partenza presso l'oratorio di Garbatola e qui compiliamo i moduli per l'iscrizione e riceviamo un badge che permetterà il controllo elettronico dei tempi di percorrenza. 

Garbatola, piazzale  di partenza. Banco iscrizioni

L'organizzazione sembra davvero professionale: percorso controllato elettronicamente, banco colazione gratuito, mappe  stampate... l'impressione è davvero ottima!

I nostri badge per  registrare i tempi di gara

Nel frattempo il piazzale si anima di bikers e, stando alle spalle del gruppo, ho modo di ammirare biciclette viste solo su riviste specializzate. "Qui ci sono professionisti delle randonnée", mi dice Ugo, uno dei miei compagni di corsa. Non fatico a crederlo anche perchè il piazzale è un brulicare di tutine colorate di squadre e team e le gambe depilate di questi personaggi non sono certo indice di cicloamatori come me.

Professionisti e squadre alla partenza della Randoriver 6x6

In questi istanti io e Ste (altro compagno di corsa) realizziamo di aver lasciato a casa i nostri rinforzi alimentari. Io ho lasciato tutto in frigorifero e non mi resta che prendere due plumcake gentilmente offerti dall'organizzazione.
Capisco fin da subito che pagherò cara  questa mia dimenticanza, mi auguro solo che il "momento" avverrà il più tardi possibile.

Sono le 9, si parte!
Un grosso imbuto di ciclisti passa il badge alla postazione di partenza, dove viene registrato l'orario di inizio gara. Il nostro gruppo rimane alle spalle per lasciar passare gli atleti pro che devono fare i punti per la classifica. Io passo il badge alle 9:18.

L'umore è alto, il tempo fresco e sereno, puntiamo in direzione Garbagnate seguendo le frecce poste lungo il percorso. Durante il tragitto ci uniamo ad un gruppo di partecipanti e ci troviamo a proseguire in una quindicina di persone. 
Il bello delle randonnée è anche questo: puoi partecipare anche da solo e non sarai mai solo perchè potrai unirti a gruppi che vanno alla tua stessa andatura e fare amicizia.
Attraversiamo il sottopasso della stazione di Garbagnate sentendoci dei bike-messengers e mi rendo conto solo ora, cioè il giorno successivo, che abbiamo sbagliato in pieno questo tratto: guardando il tracciato GPS pare che non avremmo mai dovuto fare questa strada.
Pazienza, aggiungiamo chilometri alla tappa e ci riportiamo sul percorso di gara.

Proseguiamo e sbagliamo strada ancora qualche volta a causa di indicazioni poco chiare (c'è chi dice che le frecce di indicazione siano state girate in senso sbagliato da qualcuno) e ci accorgiamo di aver perso il resto del gruppo che era alle nostre spalle.
Ci fermiamo ad aspettarli, ma non arriva nessuno. Pensiamo quindi che abbiano sbagliato strada e continuiamo la corsa. 
In questo momento siamo noi 4 e un signore sui 65 anni di Arese che si dimostrerà essere un atleta di tutto rispetto perchè concluderà la corsa sempre al nostro fianco!

Ci troviamo a percorrere una striscia di ciclabile asfaltata tra le campagne e notiamo in lontananza un gruppetto di ciclisti fermi con due dei loro a terra. 
Ci fermiamo a prestare aiuto (psicologico più che altro). Ugo conosce un paio di questi, sono suoi compagni di randonnée, persone con esperienza. 
Ci raccontano che erano insieme al gruppone dei "big" che tirava la corsa e hanno poi avuto l'incidente: al termine della ciclabile era stato posto un paletto di metallo al centro della corsia; il gruppo correva compatto, alcuni hanno schivato il paletto senza segnalarlo a chi era dietro di loro; due di questi l'hanno preso in pieno. Un ragazzo è acciaccato, lividi e graffi, ma tutto sommato è in piedi. L'altro è a terra e non sembra stare molto bene. Viene chiamata l'ambulanza e noi ripartiamo per la corsa.

I chilometri scorrono senza intoppi e passiamo tra campagne, fiumi, ciclabili, paesi caratteristici.
Le gambe girano, l'umore è buono, si chiacchiera e si ride.
Sono circa le 11 e ho fame già da un'ora abbondante. Devo per forza mangiare qualcosa e addento il primo plumcake. 
So già che sarà una pessima idea perchè tutti quegli zuccheri rapidi mi daranno un picco d'insulina che mi darà una botta di energia e poi mi prosciugherà il glicogeno portandomi all'affaticamento.
Non contento faccio fuori anche il secondo plumcake.
Decidiamo di non strafare e optiamo per il percorso "medio".

Fiumi, campi e poi a Bernate il primo punto ristoro!
Finalmente si riempie la borraccia, si beve e si mangia: frutta e sali minerali.

Il primo punto ristoro a Bernate
Facciamo una sosta di 10 minuti: siamo pienamente nella finestra di tempo per il primo controllo gara.
Fino ad ora abbiamo viaggiato tra i 22 e i 25 km/h e abbiamo nelle gambe una cinquantina di chilometri (considerando tutte le strade sbagliate che si sono aggiunte).
Ci raggiunge un amico di Ugo del gruppetto dei ciclisti incidentati e si aggiunge a noi per il resto della corsa.

Ci addentriamo in campagne e boschi, qui siamo nel Parco del Ticino e il percorso diventa tecnico: il sentiero diventa pista e percorriamo una bellissima single-track al fresco della vegetazione.
Numerosi passaggi difficili per la presenza di rocce, gradini di radici e forti pendenze ci fanno scendere dalla bici più volte.
Io, per non farmi mancare niente, colleziono anche una caduta da fermo. Comica più che dolorante.

Pedaliamo con una media bassa per via del percorso: a tratti di bosco subentrano passaggi a lato del Ticino. Fondi fangosi si alternano a tratti con sabbia ed arriviamo baldanzosi al famoso ponte tibetano.

Il ponte tibetano nel Parco del Ticino
Stretto e ripido, nessuno di noi lo percorre in bici. La larghezza consente il passaggio del manubrio e pochi centimetri in più, niente altro.
Ognuno con un metodo diverso, spinge le bici sul ponte. 
Siamo in sei sulla passerella e la struttura ondeggia. Massima attenzione a dove si mettono i piedi e poi finalmente ancora sui pedali.

La  stretta passerella sul ponte tibetano. Sotto di noi un fiume in piena a causa delle forti piogge dell'intera estate

Arriviamo a Nosate, punto di controllo e secondo ristoro!
Passiamo i badge alle 13:50. Chilometri percorsi circa 70.

Punto ristoro con frutta, torte, acqua, the, sali minerali, bevande dissetanti

10 minuti di sosta, non di più per non far imballare le gambe, dicono gli esperti. 
Io inizio a sentire le gambe indolenzite e trovo che la panchina di legno del ristoro sia più morbida della mia sella!
Ammiro la performance di Igor, fratello di Ugo che è alla sua terza (se non ricordo male) uscita in bici, ma si sta comportando egregiamente. 
Ugo e Ste sembrano appena partiti: freschi e sorridenti come ad inizio gara, mangiano, ridono e chiacchierano senza mostrare alcun affanno. D'altronde uno è un professionista, l'altro un ex pro che non ha ancora perso per nulla la forma atletica.
Siamo pienamente nel tempo gara, quindi possiamo anche abbassare la velocità media per i restanti 25 chilometri. 
Ripartiamo!

Altro che pioggia! Qui si suda, un caldo di campagna fastidioso che ci martella nei tratti esposti. 
In molti punti ci troviamo in aperta campagna in tratti erbosi con l'unico desiderio di ritrovarci all'ombra nei boschi. 
Inizio a sentire i muscoli delle gambe al limite e decido di abbassare di molto l'andatura per non incorrere nei crampi che mi avrebbero definitivamente fermato.
Avviso Ugo e gli dico di proseguire con il gruppo, tanto la strada è indicata e non ci si può perdere.

Mi trovo a percorrere un tratto insieme ad Igor, ma dopo poco mi fermo per una sosta "tecnica" tra le fronde.
Ormai gli altri sono avanti e non ha senso rincorrerli, riparto quindi con un'andatura lenta e ammiro i panorami. Riporto le gambe ad un limite accettabile, ma sento che ormai la benzina è finita, posso solo proseguire di testa perchè se scendo dalla bici e mi fermo "un attimo" rischio di non riuscire più a far frullare i pedali.

25km, poi 15, poi 10... campi, boschi, ciclabili, chiedo un paio di indicazioni, sbaglio qualche bivio, percorro un pezzo di Sempione a Legnano e benedico l'asfalto che, anche nei tratti di salita, è il miglior fondo che adesso posso trovare.
Gli ultimi chilometri sono i più duri, ma finalmente arrivo a Garbatola, consegno  il badge per il tempo finale e posso finalmente sedermi e mangiare un piatto di pasta offerto dall'organizzazione.
E' disponibile un'area per il lavaggio bici e ne approfitto per eliminare il fango.
C'è anche la possibilità di fare una doccia, ma noi decidiamo di rientrare a casa e concludere la giornata.

Randoriver 6x6, i nostri attestati di fine gara con i tempi di percorrenza

Note finali:
il percorso medio che abbiamo scelto era di 95,32 Km, a cui abbiamo aggiunto una decina di chilometri di strade sbagliate e deviazioni.
Io a questi aggiungo una piccola manciata di strada mattutina: 6,80 Km.
Il mio tempo gara è stato di 6 ore e 30 minuti.

Ugo e Ste, da veri atleti, hanno percorso gli ultimi chilometri in grande velocità arrivando con 6 ore di tempo gara. 
Ottima performance quella di Igor con un 6 e 18 davvero notevole!
Non ho ancora la classifica finale, ma pare che i pro abbiano completato il percorso lungo in 5 ore! Degli alieni (in senso positivo ovviamente), non mi viene in mente altro termine. 

Un'ottima giornata, stancante ma divertente, sicuramente da rifare con una preparazione migliore alle spalle (da parte mia) e i giusti cibi da non dimenticare nuovamente nel frigorifero di casa!




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