BikeMi: il servizio di bike sharing della città di Milano

3 commenti

Postazione BikeMi con biciclette pronte per il prelievo


Mi sono iscritto al BikeMi: il servizio di bike sharing della città di Milano

BikeMi è il servizio di Bike Sharing della città di Milano, facile, pratico ed ecologico. Nato per favorire la mobilità dei cittadini, BikeMi non è un semplice servizio di noleggio bici, ma un vero e proprio sistema di trasporto pubblico da utilizzare per i brevi spostamenti (al massimo 2 ore) insieme ai tradizionali mezzi di trasporto ATM.

Ho deciso di iscrivermi al servizio BikeMi per poter pedalare in città senza dovermi portare appresso la mia piccola bici pieghevole.
Inoltre lo trovo una piacevole alternativa agli altri mezzi pubblici nelle tratte urbane. Con una bicicletta mi sento più libero e mi muovo all'aria aperta, mentre negli orari di punta sui mezzi pubblici mi ritroverei in piedi pressato dalla calca, in balìa di ritardi e soppressioni e stressato ancora prima di iniziare la giornata.

Il comune di Milano ha da poco avviato un accordo con alcune edicole per la vendita dell'abbonamento del BikeMi: per quattro euro si acquista il "kit" (una busta) comprendente la tessera personale e la mappa della città con le indicazioni degli stalli, cioè le rastrelliere dove poter prelevare e lasciare le biciclette.
Attualmente nella cerchia interna della città sono presenti più di 200 stalli, cosa che rende il servizio di bike sharing milanese davvero capillare!

Il vantaggio dell'acquisto in edicola è che evita di dover aspettare due settimane e più che il "kit" venga recapitato a casa tramite il servizio postale.

Una volta in possesso della tessera, è necessario terminare l'iscrizione sul sito del BikeMi e associare al proprio profilo una carta di credito non prepagata.
L'intero processo di iscrizione è rapido e funzionale: in meno di 10 minuti la mia tessera era attiva e pronta all'uso!

Utilizzare il servizio è molto semplice: si avvicina la tessera all'area di lettura presente sulla colonnina dello stallo e sul display viene indicato il numero di postazione  da cui prelevare la bici.
Per la restituzione è possibile utilizzare qualsiasi stallo dotato di postazione libera: si inserisce la bici nell'apposito alloggiamento e una luce verde ci segnala che l'operazione è conclusa.

Il costo del servizio è di 36 euro annuali, mentre l'uso della bicicletta è gratuito per la prima mezz'ora. Successivamente si pagheranno 50 centesimi per ogni mezz'ora aggiuntiva.
Sul sito sono indicati nel dettaglio anche altri tipi di abbonamento; maggiori informazioni su questa pagina: https://www.bikemi.com/it/info-servizio/abbonamenti/tariffe.aspx

Le biciclette sono pratiche per il servizio che svolgono: la sella è ampia e comoda e permette una pedalata rilassata; le luci si attivano automaticamente e svolgono bene la loro funzione di segnalazione; i carter e i parafango sono ampi e riparano bene i vestiti dalla sporcizia e dalla pioggia; l'uso della trasmissione a cardano (non c'è quindi la classica catena con pignoni) consente una trasmissione fluida e impedisce ai pantaloni di incastrarsi nella corona; il cambio a 3 rapporti è pratico ed efficiente, ideale in una città piana come Milano; il campanello e il cestino completano la dotazione della bicicletta.

Il cambio nelle bici che ho usato non sempre era preciso, rendendo a volte difficile il mantenimento di una specifica marcia, ma i due rapporti a disposizione hanno sempre ovviato adeguatamente al problema.

La bicicletta è molto pesante per via della sua robusta costruzione e degli accessori, ma con una buona gamba è possibile spingerla ad ottime velocità.
In prima il rapporto è corto: l'ideale quando ci si trova circondati da pedoni o si riparte dopo una sosta.
In seconda si ha già un buon rapporto da città: si pedala rilassati e si viaggia ad una velocità decente senza stancare la gamba.
In terza il rapporto è lungo: qui serve un po' di impegno, ma la velocità ottenuta è davvero interessante ed è una classica marcia da pieno regime. Se si deve rallentare parecchio, per rilanciare l'andatura è indispensabile scalare o alzarsi sui pedali.

I copertoni sono una garanzia: Schwalbe antiforatura!
Se non ricordo male si tratta di Schwalbe marathon; non c'è nemmeno bisogno di presentarli, le loro caratteristiche di durata e sicurezza sono una certezza e sono una scelta davvero azzeccata per il bike sharing.

Dopo aver utilizzato il servizio più volte, posso dire di essere molto soddisfatto!
Consiglio sempre di verificare il funzionamento dei freni e il gonfiaggio delle gomme appena si stacca la bici dalla postazione: spesso i freni hanno dei problemi.
In questi casi è sufficiente riagganciare la bici (entro 2 minuti) e prelevarne un'altra.




Aggiornamento luglio 2015

Ho utilizzato il bike-sharing milanese per 9 mesi: da ottobre a luglio ho prelevato bici in svariati punti della città per percorrenze fino ad un massimo di 30 minuti ciascuna.
Ho utilizzato il BikeMi quasi quotidianamente sia in pieno inverno con temperature sotto lo zero, sia in questi giorni d'estate con medie di oltre 30 gradi.
Dopo il lungo test sul campo, desidero aggiornare questo articolo che scrissi a novembre, circa quando iniziai ad usare il servizio.

Novità

BikeMi ora offre la possibilità di utilizzare biciclette a pedalata assistita.
Sono state introdotte in concomitanza con l'esposizione EXPO e sono riconoscibili per il loro colore rosso, a parte questo esteticamente sono simili al modello classico muscolare.
L'introduzione della nuova tipologia di bicicletta ha portato alla modifica del software che gestisce il prelievo: prima si avvicinava il badge al lettore e subito veniva indicato il numero di bici da prelevare.
Adesso, invece, dopo il riconoscimento di tessera, il sistema chiede a video quale tipologia di bici vuoi utilizzare: "classica" o "elettrica".
Si tocca il touch-screen per fare la selezione e poi il software indica il numero, come di consueto.
Al momento non ho ancora utilizzato la bicicletta a pedalata assistita.
Quando lo farò aggiornerò l'articolo riportandone le mie impressioni.


Problemi più comuni

Dopo aver utilizzato centinaia di biciclette BikeMi tradizionali posso riassumere in poche righe i problemi in cui comunemente mi sono imbattuto: questo elenco riguarda noie puramente meccaniche che potrebbero essere risolte con una manutenzione più frequente (o forse solo più attenta).

- Cambio
La trasmissione cardanica a 3 marce dovrebbe garantire elevatissimi standard di affidabilità e una manutenzione molto limitata. Purtroppo così non è.
Quasi ogni giorno mi imbatto in biciclette dove funzionano due marce su tre, se va bene, o addirittura una su tre.
Tipicamente la marcia non funziona perché non ingrana o ingrana male: nel primo caso, pur girando la manopola del cambio, non avviene il passaggio al rapporto successivo.
Nel secondo caso, viene ingranata la marcia, ma pedalando si sente un grosso rumore secco provenire dalla trasmissione e salta la marcia scalando autonomamente a quella inferiore.
Questo rumore è talmente comune che è possibile riconoscere una bicicletta del Bike-Mi arrivare da lontano: prima senti il rumore, poi la vedi. Come una Lamborghini.
Purtroppo le marce che non vanno sono, nel 90% dei casi, la seconda e la terza, il che mi vede molto spesso frullare a 120RPM per mantenere un minimo di velocità in prima marcia.

- Freni
Appena prelevo una bici, la prima cosa che faccio non è sollevare la sella, ma provare i freni da fermo, uno per volta sia l'anteriore che il posteriore.
Dopo questo test so se cambiare immediatamente bicicicletta o se dovrò ricordarmi di frenare solo con uno dei due.
Purtroppo questo è un problema grave perché riguarda la sicurezza dell'utilizzatore: nel 70% dei miei prelievi, la bicicletta aveva problemi ad almeno un freno.
Tipicamente uno dei due freni non riesce a serrare a sufficienza e raggiungendo velocità superiori ai 30 km/h diventa un grosso problema perchè la bici non frena, semplicemene rallenta in uno spazio lungo come l'idroscalo.
In questi casi bisogna avere l'accortezza di verificare che l'altro freno arrivi al blocco della ruota: così uno rallenta e l'altro frena realmente. Passabile.

- Luci
Nel periodo invernale le luci sono essenziali per farsi vedere in città!
Purtroppo molto spesso non funzionano: o è quella davanti, o è quella dietro, o sono entrambe.

- Sella nr.1 "Lo sbilanciamento del manubrio"
Gli addetti al servizio BikeMi dispongono le biciclette con la sella completamente abbassata.
Se vi capita una sella alta siete fortunati! E' appena stata utilizzata da qualcuno e non patirete quindi la noia che sto per raccontare.
Io in 9 mesi ho sempre dovuto alzare la sella regolandola sulla mia gamba. Questo non è un problema intendiamoci, quello che diventa problematico è l'intero sistema bicicletta che presenta dei pesi totalmente sbilanciati.
Andiamo con ordine:
il primo problema quando ci si accinge ad alzare la sella è dovuto al manubrio, precisamente al portapacchi: questo è così grande e pesante da far ruotare completamente il manubrio senza toccarlo.
Quando vi trovate con una mano a tenere il manettino del collare reggisella e con l'altra a sollevare la sella e mantenerla in posizione per serrarla, ecco che il manubrio ruota in modo rapido e brutale sotto il peso del portapacchi.
Mollate la sella (che cade sul telaio), rimettete dritto il manubrio, tentate nuovamente di alzare e bloccare la sella e SBAM! Il manubrio ruota di nuovo e, non avendo un perno di stop nella rotazione, chiude talmente tanto l'angolo che la bici si sbilancia e si muove mentre state ancora tentando di regolare l'altezza della sella.
Io dopo i primi 25 prelievi ho risolto appoggiando la bici in senso longitudinale lungo lo stallo: in questo modo rimane ferma, il manubrio non ruota e posso regolare la sella con calma.

- Sella nr.2 "Il collarino di chiusura"
Le bici del BikeMi sono dotate di un collarino a sgancio rapido che consente di regolare la seduta: si tratta di una semplice manettina metallica che allarga e stringe il piantone per consentire lo scorrimento del tubo reggisella, esattamente come quello che montano la maggior parte delle bici in commercio, seppur di foggia più robusta.
Insomma, il sistema è semplice e collaudato. Talmente semplice anche da manutenere che ancora mi stupisco ogni volta che ne trovo uno guasto!
Il problema più comune riguarda il serraggio del collarino: spesso è talmente morbido che non riesce poi a mantenere la sella in posizione.
In genere ci si accorge di questo pedalando, quando ci si trova la sella ruotata a destra o sinistra, oppure seduti sempre più in basso.
Per risolvere è spesso sufficiente stringere il controdado sul collarino opposto al manettino: si apre completamente il serraggio, si avvita stringendo il controdado e poi si chiude il tutto.
Purtroppo molto spesso ci si accorge che qualcosa non va: il dado gira a vuoto e non c'è verso di stringere il collarino.
In questi casi bisogna cambiare bicicletta. Non c'è altra soluzione.

- Sella nr.3 "Le mani sporche"
Armeggiare con il collarino del piantone sella porta a lasciare un segno tipico nell'utilizzatore del BikeMi: le mani sporche!
Inspiegabilmente c'è sempre del grasso nero e dei residui di lubrificazione che sporcano le mani.
Quando è inverno e ho i guanti è una cosa di cui non mi preoccupo, ma quando mi trovo a mani nude è sempre un problema.
Ho risolto utilizzando un fazzoletto di carta per impugnare la leva del collare reggisella, ma basterebbe che gli addetti pulissero il pezzo prima di mettere la bici nello stallo.

- Sella nr.4 "Ergonomia"
Le selle di queste biciclette devono essere confortevoli per chiunque, uomo o donna, corridore o deambulatore. Il compromesso è quindi inevitabile: è stata scelta una sella corta e larga, molto imbottita.
Se sei un uomo (lo specifico per denotare una conformazione anatomica ben precisa) e sai regolare l'altezza sella di una bici in modo che la tua gamba pedali con angoli corretti, troverai immediatamente abominevole questa sella: si scivola in avanti verso la punta corta e si pedala male per via dello scafo esageratamente largo.
Io risolvo sedendomi in fuorisella posteriore. Non c'è alternativa.

- Manubrio
Diciamolo subito: il manubrio è onesto e adeguato.
La curvatura è confortevole in città e la posizione bassa lo rende accessibile a chi pedala con sella bassa e, contemporaneamente, chi pedala con una sella alta riesce ad ottenere una posizione del busto leggermente inclinata, cosa che favorisce la penetrazione aerodinamica.
Il problema è tutto quello che hanno messo intorno al manubrio!
La carenatura pesante e il mastodontico portapacchi rendono il manubrio pesante e pigro: i cambi di direzione diventano lenti e il peso si avverte sull'avantreno, comportando uno sbilanciamento delle masse evidente. E' come viaggiare con un seggiolino per bambini al manubrio, con dentro il bambino!

- Copertoni
Questo non è un problema, ma una personale nota di delusione: che fine hanno fatto le belle coperture Schwalbe che avevo notato inizialmente? (Ne ho parlato in alto nell'articolo).
Mi davano sicurezza e sapevo che erano un prodotto di qualità indubbia, ampiamente testate in ogni angolo del pianeta!
Purtoppo da mesi vedo diversi tipi di coperture dai nomi mai sentiti...


Cose da migliorare (secondo me)

Questo elenco riguarda alcuni dettagli generali che secondo me potrebbero essere migliorati in modo da fornire un'esperienza migliore al ciclista.
Rigorosamente in ordine sparso:

  • Luce LED sullo stallo
    Lo spiego a chi non ha mai utilizzato le bici del BikeMi: lo stallo su cui vengono agganciate è sostanzialmente una lunga transenna. Sulla superficie superiore sono posizionati, a coppie, i fori in cui agganciare le biciclette. In mezzo ad ogni coppia, leggermente spostato rispetto al centro, c'è una lucina.

    Quando sei giunto a destinazione e devi riagganciare la bicicletta, puoi farlo nella posizione libera dello stallo che preferisci. La agganci inserendo gli appositi "pomelli" nei buchi e poi devi guardare la lucina che comincia a lampeggiare in verde. Appena termina di lampeggiare avrai la certezza che la bici è inserita correttamente e bloccata.

    Il sistema è pratico e funzionale, se non fosse che hanno posizionato la luce in un punto che è completamente sovrastato dalla struttura del portapacchi, quindi per capire cosa sta dicendo la luce, devi contorcerti di sbieco fino a trovarla.
    Posizionarla in qualsiasi altro punto l'avrebbe resa ampiamente più visibile.


  • Numero telefonico per problemi o guasti
    Fortunatamente mi è successo solo una volta, questo a garanzia di un sistema hardware e software collaudato ed efficiente: è successo che, terminato l'uso, aggancio la bici e la lucina verde continua a lampeggiare senza fermarsi. Capisco che qualcosa non va e provo a sganciarla per posizionarla nello stallo di fianco. Niente da fare, la bici è bloccata.

    Avvicino la tessera alla colonnina e il sistema mi dice che sto ancora usando la bicicletta.
    La situazione è evidente: un guasto impedisce il riconoscimento della consegna e mi tocca risolvere la cosa per evitare addebiti o peggio, che la bici si stacchi e qualcuno la prenda a mia nome.
    In casi simili le indicazioni sulla colonnina dicono di chiamare un numero telefonico, si tratta dell' "infoline ATM": numero a pagamento.

    Quel giorno avevo con me un cellulare senza abbonamento, dotato della stupefacente cifra di credito di 30 centesimi. Mi era impossibile fare la chiamata.
    Qualcuno sarebbe tentato di fregarsene, ricordate però che dietro ad ogni utilizzo del servizio c'è una carta di credito. La superficialità viene risolta con un prelievo. Utente avvisato.....

    Fortunatamente dopo qualche minuto nel quale stavo prendendo nota del numero di bicicletta e del numero di colonnina in maniera da telefonare dall'ufficio, la lucina finalmente si blocca e il sistema mi avvisa che la bici è agganciata.
    Fiuuuuuuuu che fortuna!

    Questo episodio però mi ha spinto poi ad utilizzare il servizio solo se ho con me un telefono carico (di soldi e di batteria).
    Il mio suggerimento per migliorare il servizio è quello di abilitare un numero di telefono gratuito per la gestione delle emergenze, o meglio ancora un pulsante di chiamata direttamente dalla colonnina: premendolo si contatta la centrale che capisce già da dove stiamo chiamando e si parla con l'operatore per spiegare il problema. Sarebbe un sistema più pratico.



Concludo dicendo che sono molto soddisfatto del bike-sharing milanese e mi auguro che venga utilizzato in misura crescente, grazie anche allo sforzo del comune nella creazione delle nuove piste ciclabili. Questo servizio ha sostituito completamente la mia bicicletta pieghevole!





Il testo di questo articolo è proprietà esclusiva del sito 90RPM.
Sei libero di condividere e ri-pubblicare l'articolo a patto di non modificare nessuna parte dello scritto e di indicare sempre la fonte inserendo un link attivo al sito "www.90rpm.blogspot.it".
Tuttavia procediamo spesso alla modifica e all'aggiornamento degli articoli già pubblicati, quindi ti suggeriamo di non fare copia/incolla dei testi, ma di segnalare l'articolo tramite il suo link diretto.

Hai trovato l'articolo interessante?

Votalo e condividilo se ti è piaciuto!

3 commenti:

  1. Aspetto di sentire i commenti sull'uso della bici elettrica.
    e il casco? te lo devi portare o ne fai a meno in città? E' forse obbligatorio?

    RispondiElimina
  2. e la catena? come si usa quel cavetto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alessandro,
      sotto al cestino anteriore si trova la chiave del lucchetto.
      Ovviamente si usa come qualsiasi catena da bici.

      Elimina


TOP