La certezza per i ciclisti di scegliere il miglior colore per garantire alta visibilità

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La certezza per i ciclisti di scegliere il miglior colore per garantire alta visibilità. Un caso particolare: il daltonismo.

 

Ovvero: piccola analisi sulla percezione del colore relativa all'abbigliamento ad alta visibilità utilizzato dai ciclisti, nei confronti di una particolare disfunzione cromatica che affligge la popolazione.

 

Titolo complicato, quasi da tesi di laurea.
In effetti questo articolo potrebbe rappresentarne un degno sunto per uno sviluppo successivo più approfondito, ma al di là delle definizioni complicate cercherò di risultare il meno noioso possibile.
Con questo scritto inauguro ufficialmente una nuova sezione del sito, intitolata "Scienza e Tecnica" che conterrà articoli medico-scientifici e tecnico-meccanici.
Rientrano pienamente in questa categoria anche gli articoli: "Depilare le gambe rende più veloce un ciclista?" e "Pulire e sterilizzare la borraccia da ciclismo".


Perchè parlare di disfunzioni cromatiche?

 

Inquadriamo la nostra situazione: in Italia le persone affette da daltonismo o "alterata percezione dei colori" sono oltre due milioni 1, principalmente uomini. Una persona su dodici 1 è affetta da una disfunzione che non consente di percepire l'intero spettro cromatico.
Le alterazioni cromatiche riguardano l'insensibilità al colore verde (deuteranopia), l'insensibilità al colore rosso (protanopia), l'insensibilità al blu (tritanopia) e l'insensibilità ad ogni colore (acromatopsia).
Il 90% delle alterazioni riguarda i primi due casi, cioè quanto attinente ai colori verde e rosso.

Il numero di persone con deficit cromatico non è irrilevante, tanto che nel nuovo codice della strada sono stati variati i requisiti per la concessione della patente di guida 2 e si è superato il grosso tabù del rilascio ai soggetti portatori di daltonismo.
Attualmente il classico test sul riconoscimento cromatico è stato sostituito da quelli del contrasto, della visione crepuscolare, dell'abbagliamento e del tempo di recupero dopo l'abbagliamento.

In aggiunta si tengono ultimamente molti seminari di web-design che affrontano le alterazioni visive in modo da fornire nuove e corrette linee guida per la creazione di siti web e applicazioni fruibili dal 100% della popolazione.
Oltre al lato informatico sono ormai diffuse le linee guida per la nuova editoria, digitale e tradizionale, per educare i grafici ad un nuovo approccio al colore.
Cosa che fino a pochi anni fa era impensabile.


Perchè parlare di bicicletta e disfunzioni cromatiche?

 

Per il ciclista urbano è di fondamentale importanza rendersi visibile nei confronti degli autisti di macchine, camion, autobus ecc....
Durante la fase diurna la visibilità è ottenuta fondamentalmente grazie all'utilizzo di accessori o vestiario dai colori fluorescenti. Sul mercato si possono trovare bretelle, cinture, giubbini, giacche, mantelle di svariati colori: all'apparenza sono tutti colori intensi, sgargianti, dall'alto contrasto e molto visibili.
Se volessimo però fare una scelta molto oculata e ad ampio raggio, tra tutti i colori dovremmo scegliere tra quelli che sono ben visibili anche per quel basso -ma non raro- numero di guidatori affetti da alterazioni cromatiche.
Un occhio di riguardo in più in questo senso non comporta nessuna privazione funzionale nella scelta degli accessori: si avrà solo l'accortezza di scartare i colori dalla percezione più problematica.

E' importante chiarire che le persone affette da alterazione della percezione cromatica non hanno particolari difficoltà nella vita quotidiana e nella guida, riuscendo a compensare con altri metodi.
Dal nostro punto di vista su due ruote, è però importante rendere facile e immediato l'essere notati da chiunque possa incrociare il nostro cammino.


Come vengono percepiti i colori maggiormente utilizzati per l'abbigliamento del ciclista

 

Nell'immagine sotto riportata 3 è possibile valutare una rappresentazione dello spettro cromatico percepito da una persona dotata di normale visione e quello di chi possiede alterazioni.

Rappresentazione dello spettro cromatico nella normale visione e nel daltonismo

Questo confronto ci mostra chiaramente come alcune gamme cromatiche vengano sostituite da altre dominanti di colore, il che ci porta naturalmente all'esclusione di determinati colori.

Facendo un esempio pratico, nella seguente immagine sono rappresentate delle giacche da ciclista con i colori maggiormente diffusi. Si noti che ogni colore è rappresentato nella sua versione ad alta visibilità: colori molto accesi e riflettenti.
Ad un occhio normale potrebbero apparire tutti come ottime scelte per un acquisto, con l'unica discriminante del proprio gusto nella scelta.

Giacche da ciclista con colori ad alta visibilità

Però, se incrociassimo una persona affetta da DEUTERANOPIA, questi vedrebbe i colori in questa maniera:
Giacche da ciclista ad alta visibilità con alterazione cromatica tipica della deuteranopia


Invece una persona affetta da PROTANOPIA li vedrebbe così:

Giacche da ciclista ad alta visibilità con alterazione cromatica tipica della protanopia


E una affetta da TRITANOPIA percepirebbe i colori in questo modo:

Giacche da ciclista ad alta visibilità con alterazione cromatica tipica della tritanopia


Un altro esempio pratico basato sui giubbini arancione e giallo maggiormente utilizzati:

Gilet ad alta visibilità rappresentati con alterazioni cromatiche tipiche del daltonismo


Teniamo presente che il 90% delle persone daltoniche rientra nelle prime due categorie (deuteranopia e protanopia), quindi concentriamoci maggiormente su queste alterazioni.

Possiamo notare grandi variazioni cromatiche nei seguenti colori:
  • l'arancione diventa giallo-marrone
  • il verde diventa giallo
  • il rosa diventa blu-grigio
  • il rosso diventa grigio-nero

I colori che subiscono leggere variazioni senza fondamentale alterazione sono il giallo e le tonalità del blu-azzurro.

Rimangono invece invariati i colori nero e bianco.

Questa analisi ci fa comprendere quindi che non tutti i colori vengono percepiti nello stesso modo, ma parlarne in questi termini non aiuta a comprendere il pericolo reale che deriva dallo scarso contrasto in ambiente urbano.


Il contrasto cromatico nell'ambiente urbano

 

Il ciclista deve rendersi visibile menre pedala nelle strade di città, abbiamo detto. Lo fa con indumenti ad alta visibilità, ma quello che rende realmente visibili i colori dell'abbigliamento non è il colore in sé, ma il CONTRASTO che si genera tra l'indumento e l'ambiente circostante.
Quanto più il contrasto risulta elevato, tanto più il ciclista sarà visibile.

Prendiamo dei casi pratici e analizziamo una serie di fotografie.
Le seguenti immagini sono state realizzate mediante un algoritmo specifico originariamente realizzato dalla Stanford University 10 che consente di simulare la visione di soggetti daltonici.

La prima immagine 4 mostra una coppia di ciclisti vestiti con giacche di colore rosso.
Esempio di alterazioni cromatiche legate al daltonismo. Coppia di ciclisti vestiti di rosso

Notate come nei casi di protanopia e deuteranopia, il vestiario diventi grigio-nero.
Se i ciclisti fossero su uno sfondo bianco risulterebbero altamente contrastanti, quindi visibili, ma nelle condizione della fotografia lo sfondo genera un basso contrasto con le giacche.
Il rosso del vestiario è una buona scelta per chi lo percepisce, ma risulta pessima se ci imbattiamo in un soggetto daltonico che, in un contesto urbano dominato dal grigio degli edifici e dell'asfalto, avrebbe difficoltà a percepirci immediatamente.

Un'altra ambientazione 5 con un uomo in bicicletta vestito di rosso, con un seggiolino rosso per bambini sul portapacchi:
Esempio di alterazioni cromatiche legate al daltonismo. Uomo in bicicletta vestito di rosso

Anche in questo caso la scelta del colore non è una buona soluzione perchè genera un contrasto inesistente per i soggetti daltonici.

Passiamo ora ad un gruppo di ciclisti 6 vestiti con giubbini verde e rosa.
Esempio di alterazioni cromatiche legate al daltonismo. Gruppo di ciclisti con gilet verde e rosa

Si può notare chiaramente come i colori diventino smorti e quasi grigi generando un basso contrasto con l'asfalto ed il colore delle macchine circostanti.


I migliori colori ad alto contrasto urbano senza variazioni di percezione cromatica


Il rosso non va bene, il verde nemmeno, ok... ma allora quali sono i colori che possiamo utilizzare?
Dobbiamo tenere a mente due cose: fare in modo che il colore che scegliamo sia visibile a tutti senza sostanziali variazioni cromatiche e fare in modo che sia  un colore ad alto contrasto urbano.
In base a quello che ora sappiamo sulla percezione cromatica, possiamo andare a vedere delle foto che rispondono alle nostre richieste:

Il giallo del vestiario della foto seguente 7 rimane sostanzalmente inalterato (cambiano leggermente la saturazione e la tonalità) e rappresenta un'ottima scelta per l'abbigliamento ad alta visibilità che cerchiamo: ci rende visibili nel contesto urbano per via dell'alto contrasto generato e ci rende percepibili a tutti gli occhi.
Esempio di alterazioni cromatiche legate al daltonismo. Ciclista urbano vestito di giallo


Un altro ottimo colore è rappresentato dal blu acceso della seguente immagine 8: il colore varia di pochissimo e mantiene un buon contrasto in ambito urbano.
Esempio di alterazioni cromatiche legate al daltonismo. Ciclista urbano vestito di blu

Dalle due immagini sopra riportate appare evidente che il giallo e il blu rappresentino i colori migliori nell'ottica dell'intero discorso.
Si può migliorare ulteriormente decidendo di combinare questi due colori accostandoli l'uno all'altro come fa il ciclista sulla destra della seguente immagine 9:
Esempio di alterazioni cromatiche legate al daltonismo. Gruppo di ciclisti con soluzione cromatica preferibile


Conclusioni di carattere personale


Sono un ciclista urbano e spesso mi immergo nel bicycle commuting, cioè nel pendolarismo in bicicletta. Conosco bene cosa significhi pedalare in strade ad alto traffico o caotiche o buie e veloci. Le percorro in grandi città come Milano, o in periferia lungo provinciali poco illuminate dove le macchine sfrecciano a più di 80 km/h.
So bene che durante il giorno posso rendermi visibile solo con abbigliamento ad alta visibilità e ci tengo a scegliere con cura il vestiario.
Nel tempo ho anche imparato a cambiare scala di priorità: se prima era l'estetica il fattore determinante nella scelta, dopo è diventata la qualità dei materiali e in ultimo ho abbracciato la funzionalità.

Sono però curioso per natura e aperto all'apprendimento. Dopo aver letto decine e decine di articoli scientifici/tecnici che riguardano la percezione dei colori e la visibilità dei ciclisti ho deciso che, per migliorare la mia visibilità, avrei dovuto aprirmi anche a queste conoscenze. In fondo sostituire il colore di un capo non è un cambiamento difficile e lo faccio con piacere se dietro vi è una reale motivazione.

Sarà difficile che nell'arco della mia intera vita da ciclista io possa imbattermi numerose volte in un guidatore affetto da daltonismo, ma sapere di essere preparato nel caso questo accada mi rende più sereno.

Il ciclismo urbano non è uno sport, ma una filosofia: non pedali la domenica mattina, ma lo fai in settimana in orari di punta, in ogni condizione e sai di essere l'elemento più debole dell'intero apparato in movimento intorno a te. Basta una distrazione e ti puoi fare molto male.
Rendersi visibili a tutti e in ogni condizione non solo è necessario. E' vitale. Ed è semplicemente buonsenso.


Referenze:

1 omniauto.it, intervista a Stefano De Pietro autore di comevedonoidaltonici.com
2 patente24.it, articolo specifico
3 Spettro cromatico tratto da altrimondi.altervista.org
4 foto da rutlandcycling.com 
5 foto da eveningnews24.co.uk
6 foto da derbyconnected.com
7 foto da news.fitzrovia.org.uk
8 foto da flickr.com 
9 foto da commuterdude.com
10 Software di Vischeck (vischeck.com). The Daltonize algorithm was originally developed at Stanford Universitiy. Vischeck is based on SCIELAB (white.stanford.edu/~brian/scielab/scielab.html) from the Wandell lab (web.stanford.edu/group/vista/cgi-bin/wandell/) at Stanford university (stanford.edu)



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