Giro dei Tre Castelli

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Itinerario dei Tre Castelli in provincia di Varese


Partenza: stazione Trenord di Tradate (VA)
Arrivo: stazione Trenord di Tradate (VA) - Percorso ad anello
Km totali: 35
Elevazione minima: 229 m
Elevazione massima: 319 m
Pendenza massima: 13%


Il 25 maggio 2014 la sezione FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) di Tradate ha organizzato una gita nella provincia di Varese esplorando l'antica storia locale con la visita ai castelli Pusterla Melzi di Tradate, Monteruzzo di Castiglione Olona e Visconteo di Fagnano Olona.

Il percorso è alla portata di chiunque e si svolge attraverso piste ciclabili e facili strade bianche.



Riporto di seguito delle descrizioni circa i castelli che si incontrano lungo il percorso:

Il castello Pusterla Melzi di Tradate (VA)

articolo di Matteo Bollini, www.artevarese.com

Il Castello Pusterla Melzi è situato nella parte alta del borgo, in posizione dominante.
D'origine medievale, ha subito nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti. Dell'iniziale periodo, quando svolgeva ancora funzioni difensive, restano soltanto le mura esterne (oggi visibili da via Melzi), una torre e un salone con volte a crociera; infatti, già nel XVI secolo vennero costruiti edifici residenziali che gli conferirono l'aspetto di un palazzo rinascimentale, più che di una fortezza difensiva. 
Parte del palazzo rinascimentale, tra cui un'alta torre d'osservazione e gli edifici posti a sud della Chiesa di S. Maria in Castello, vennero purtroppo abbattuti negli anni Sessanta del secolo scorso in quanto divenuti pericolanti; al loro posto è stato costruito un edificio che ospita l'istituto scolastico.

Gli interventi che modificarono il castello ne mutarono sia l'aspetto che la funzione, da struttura militare e difensiva progressivamente si trasformò in una villa residenziale. Delle due parti in cui era diviso il castello solo quella nord è ancora esistente, anche se completamente ricostruita nel Seicento, le sue sale presentano sontuose decorazioni in stucco, pareti affrescate e dipinti. Il palazzo si affaccia, inoltre, su un giardino a cui fa da appendice un vasto parco.

Il castello rimase di proprietà della famiglia Pusterla fino al 1814 quando, in mancanza di eredi maschi, passò in eredità alla famiglia Melzi Malingegni.
Alla fine del XIX secolo, il castello e tutti i beni della famiglia Melzi passarono in eredità all'Ordine delle Canossiane: l'ultima ed unica erede, Barbara Melzi, dal 1878 aveva trasformato gli edifici del castello in centro di accoglienza per persone anziane ed educandato per giovani fanciulle gestito dall'Ordine in questione e di cui lei stessa era un membro.

All´interno del complesso del Castello Pusterla-Melzi si trova l'antica chiesa di S. Maria in Castello le cui prime vestigia risultano essere persino antecedenti al castello stesso. 
Della chiesa si hanno però notizie certe solo a partire dal 1358, anno in cui Tommaso Pusterla, durante i lavori di costruzione del castello, procedette anche alla ristrutturazione completa della cappella dedicata alla Vergine. Della costruzione originaria e dei rimaneggiamenti successivi non è
rimasto niente: Barbara Melzi nel 1879, dovendo procedere ad un consistente intervento di restauro e di recupero della struttura, fece riedificare completamente la chiesa ed il campanile. 

Dunque, l'aspetto con cui oggi si presenta la chiesa di S. Maria in Castello è quello che le è stato conferito nell'Ottocento: un edificio a navata unica a cui si accede mediante una ripida scalinata. 
Al suo interno, la chiesa conserva comunque opere antecedenti la sua ultima riedificazione, la principale delle quali è certamente l'Arca marmorea di Tommaso Pusterla.
Il monumento funebre del componente della famiglia Pusterla è oggi utilizzata come pala dell'altare. L'arca è costituita da un riquadro centrale raffigurante la Madonna con Bambino in trono e Santi, a destra si trova S. Tommaso Becket e a sinistra lo stesso committente Tommaso Pusterla che, inginocchiato, offre alla Madonna un modellino della chiesa di S. Maria in Castello, mentre S. Antonio Abate gli pone una mano sulla spalla.
Sopra la lastra marmorea si trova una decorazione a tre cuspidi; in quella centrale è raffigurata la Pietà, al di sopra della quale si erge il Cristo crocifisso, a destra e a sinistra gli stemmi dei Pusterla e ai lati della lastra la scena dell'Annunciazione.
L'opera, la cui datazione oscilla alla fine del XIV secolo, è attribuita ai maestri della Scuola Campionese.


Castello di Monteruzzo a Castiglione Olona (VA)

articolo tratto da www.comune.castiglione-olona.va.it

Immerso in un verde parco, il Castello di Monteruzzo sorge su di una collinetta che domina il borgo. Presenta i caratteri tipici del maniero medioevale con le sue alte torri e le merlature in cotto che dominano tutto il bianco profilo. 
Nato originariamente come residenza agricola nel XVI sec., deve il suo aspetto odierno agli interventi apportati tra il '700 e l’800 quando furono inserite le due torrette, fu allungata l’ala nord e furono aggiunti i caratteri tipici del castello medioevale (merli e caditoie) svuotati però di qualsiasi reale funzione.
Nel 2005, dopo un lungo ed attento lavoro di restauro, è diventato sede della Biblioteca Civica di Castiglione Olona, di un Centro Congressi, di spazi espositivi per mostre ed è spesso utilizzato come sede per eventi e manifestazioni.

L'edificio si presenta composto da più parti edificate in periodi diversi. L'ala sud-occidentale sembra essere di più antica origine. L'attuale aspetto si deve a trasformazioni subite probabilmente nel XV-XVI secolo: di questo riordino ed ampliamento sono visibili sulla facciata sud i due portoni di accesso incorniciati con blocchi bugnati di pietra (uno dei quali tamponato) e le ampie finestrate uguali a quelle del lato est nel cortile interno. 

Parte dell'ala sud dell'edificio è dovuta ad un'aggiunta successiva, ciò è provato dall'assenza dei locali sotterranei, che invece sono presenti nel resto della costruzione, e dalla raffigurazione del complesso nell'affresco di Bernardino Poccetti nel chiostro di San Marco; la presenza dello stemma dei Catellini al centro della facciata di quest'ala indica tuttavia la sua realizzazione precedentemente alla vendita dell'edificio nel XIX secolo.

Alcuni lavori di trasformazione interna sono stati eseguiti nel XX secolo, come mostrano i resti di solai laterocementizi semicrollati, alcuni mirati alla suddivisione dell'edificio in unità abitative con il tamponamento di porte interne.
L’edificio a lungo abbandonato ha subito diffusi crolli di solai e coperture oltre ai danni causati da vandali e saccheggiatori che lo hanno spogliato di quasi tutto ciò che era possibile asportare. 


Castello Visconteo di Fagnano Olona (VA)

articolo tratto da www.icastelli.it

Il castello visconteo di Fagnano Olona è immerso nello splendido paesaggio della valle dell'Olona. Dalla alto della sua torre è possibile godere la magnifica vista del Monte Rosa.
La fortezza infatti sin dalle origini sfrutta l'importanza della sua posizione strategica essendo situato in un luogo di transito e di commercio e lambisce il corso del fiume Olona come molte altre fortificazioni del territorio.

L’antica funzione militare del castello è testimoniata dall'esistenza di un fossato di difesa, ormai completamente prosciugato che permette l'accesso al maniero attraverso un ponte. Originariamente la pianta del fortilizio era quadrilatera, con quattro corpi di fabbrica attorno al cortile dotati di merlatura ghibellina e due torri angolari.

Successivamente, nel cinquecento, si eseguirono delle opere di ampliamento attribuite a Gaspare Visconti, così da raddoppiare la superficie del castello verso sud, con i corpi ed il secondo cortile rivolti verso il paese.
L'ingresso nel cortile è costituito da un portale barocco. Ai lati vi sono due corpi di fabbrica tardo-cinquecenteschi, voluti da Gaspare Visconti. A sinistra della facciata si nota un rilievo in pietra del XV secolo che rappresenta la "Madonna che Allatta".

Il primo cortile è di epoca barocca, mentre il secondo quattrocentesco. Qui si trova lo stemma visconteo, caratterizzato dal biscione.
 Le due torri originarie del castello si trovano nella parte quattrocentesca del complesso.
All'interno del Castello è situata la sede della Pro Loco cittadina, e la struttura fortificata ospita manifestazioni e mostre organizzate dalla Pro Loco e dalle numerose Associazioni fagnanesi.

Pare che il maniero fosse già esistito come luogo fortificato in epoca romana. Durante il Medioevo appartenne ai signori del Seprio, i quali combatterono col Barbarossa in occasione della "Battaglia di Legnano", nel 1176 contro i Comuni e la Lega Lombarda, uscendone sconfitti.

Nel 1257 l’Arcivescovo milanese Leone da Perego abbandonata la città, si rifugiò nel Seprio, mentre da Milano partì Martino della Torre, Capitano del popolo, che giunto con le sue milizie a Fagnano assediò il castello che gli resistette e non fu conquistato.
Fu allora che le forze viscontee assediarono la fortezza di Castelseprio in quel periodo tenuta da Guido da Castiglione, seguace dei Torrioni e abbandonata poi l’impresa si stabilirono a Fagnano. Si sa per certo in quel periodo il castello divenne proprietà dei Visconti di Milano.

Quando il Seprio passò definitivamente in mano ai Visconti, il castello di Fagnano fu tenuto da quel ramo familiare che si chiamò proprio dei Visconti di Fagnano.
Il feudo fagnanese venne a dividersi in due parti distinte, una fu affidata al ramo di Giovanni Visconti di Gasparo grazie al quale si formarono i Signori di Fagnano ramo che si estinse nel 1514, l’altra parte del feudo venne affidata ai discendente di Azzo Visconti, fratello di Giovanni e che formarono il ramo dei Visconti di Ierago.
Mentre ai primi spettò il castello, i secondi abitarono nel cosiddetto “Castellazzo” e la parte feudale da loro detenuta si nominerà “Comune di Azzo Visconti”.
Il castello di Fagnano nel 1451 venne affidato da Francesco Sforza a Filippo Maria Visconti conte di Albizzate, e figlio del milite Gaspare e di Agnese Besozzi.

Si ricorda e ne sono testimonianza i diari di Cicco Simonetta segretario ducale un soggiorno di Galeazzo Maria Sforza al castello di Fagnano durante una battuta di caccia nel 1474.
Nel 1500 il castello era ancora in piena efficienza e partecipe delle lotte che interessarono il gallaratese tra ducali, spagnoli e truppe francesi.
L’Imperatore Carlo V nel 1551 concesse il titolo di Conte di Fagnano a Vitaliano Visconti Borromeo.
A Gaspare Visconti, che succederà a Carlo Borromeo nel 1585 come Arcivescovo di Milano, sono attribuiti i lavori di ristrutturazione del castello già rovinato nei decenni precedenti in cui era stato coinvolto in varie battaglie.
L’Arcivescovo Gaspare Visconti trascorreva nel castello i periodi estivi e qui si rifugiò durante l’epidemia del 1587-88.
Nel 1674 il feudo fagnanese era tenuto congiuntamente dai Visconti di Fontaneto e dai Visconti Borromeo.

L'avvenimento storico più importante che avrebbe caratterizzato la vita di questo castello sarebbe l'aver ospitato, nel settembre del 1494, le nozze fra l'imperatore d'Austria Massimiliano d'Asburgo e Bianca Maria Sforza, nipote di Ludovico il Moro. Un matrimonio cui seguì l'investitura concessa dall'imperatore a Ludovico il Moro come Duca di Milano.
Ed è proprio a queste ipotetiche nozze che è dedicata la rievocazione storica che si tiene a Fagnano Olona a settembre.
Oggi il castello, che negli ultimi anni è stato oggetto di notevoli opere di restauro, è sede del municipio e ospita gli uffici comunali.




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