100 giorni senza bicicletta

2 commenti


100 giorni,
sono 100 lunghi giorni che non pedalo!

Il 25 gennaio 2015 ho partecipato alla mia ultima randonnée con un ginocchio già malandato a causa di una botta rimediata in questo splendido itinerario di allenamento.
Da quella domenica mi sono dovuto fermare per far guarire completamente l'articolazione infiammata in modo acuto e, successivamente, un bisturi mi ha definitivamente fermato: divieto assoluto di fare sforzi e sport.

Nel lungo percorso di guarigione ho perso 5 Kg di massa muscolare e probabilmente tutta la mia capacità cardio-vascolare.
Scoprire il dettaglio è ancora peggio per uno sportivo; giorno dopo giorno questo è quello che è accaduto al mio corpo:
Dopo 3 giorni:
Variazione in negativo dell'umore

Dopo 5 giorni:
Perdita nell'elasticità muscolare
Calo delle capacità aerobiche del 5%

Dopo 9 giorni:
Valori di endurance e resistenza in decadimento
Perdita variabile tra il 4 e il 10% nelle capacità di utilizzo dell'ossigeno
Perdita di circa 8% nella forza massimale

Dopo 13 giorni:
Visibile perdita del tono muscolare

Dopo 16 giorni:
L'attività mitocondriale dedita alla produzione di energia decresce rapidamente
Continua la fase di perdita nella massa muscolare
Continuo calo nella forza
Riduzione della velocità metabolica

Dopo 19 giorni:
Perdita di efficienza nella termoregolazione

Dopo 21 giorni:
Perdita di circa 25% nel valore VO2 max

Dopo 29 giorni:
Valori di forza visibilmente ridotti
Perdita nell'efficienza metabolica con riduzione della capacità di convertire glucosio in glicogeno
Concentrazione muscolare di glicogeno diminuita del 20%

Mi sono fermato agli effetti del trentesimo giorno perchè il seguito consiste in una perdita totale di ogni capacità acquisita nel tempo con allenamenti, uscite ed impegno.

Bene, mi tocca ripartire praticamente da zero, come se non avessi mai pedalato in vita mia.
Farò compagnia ai bambini sulle ciclabili sognando il momento di poter finalmente impugnare un manubrio in presa bassa e scattare a 40 Km/h.

L'occasione però si presenta interessante dal punto di vista del mio lato scientifico: potrò determinare la mia capacità di recupero e scoprire a quanto ammonta il mio patrimonio genetico di endurance.

Recuperare dopo questo lungo stop significa prima di tutto pianificare e focalizzare: obbiettivi ben chiari e iniziare la fase di recupero.
Nessun sottoallenamento e nessun sovrallenamento, solo il giusto equilibrio.
Focalizzare un obbiettivo e pianificane il raggiungimento.

Sarebbe tutto più semplice se potessi dedicarmi solo al ciclismo, purtroppo la gran parte di ogni giorno è piena di sveglie alle 6 del mattino, ufficio, pasti veloci squilibrati, mezzi pubblici sovraffollati, faccende di casa, supermercati ecc... ecc....
Ecco quindi che la sfida è ancora più grande e la mente non può vacillare: pianificare in modo ottimale significa anche prevedere la possibilità di dover rimandare l'allenamento in certe occasioni, oppure di non raggiungere l'obbiettivo prefissato. L'indulgenza verso sé stessi permetterà di perdonare queste occasioni avverse, ma una visione più ampia del progetto e la determinazione nel raggiungere gli obbiettivi non dovranno mai mancare nel progetto di visione della mente.

Per un recupero ottimale dovrei attendere ancora dei mesi, ma la tentazione di rimettermi in sella è troppo forte, in più mi sento bene e devo assolutamente recuperare la muscolatura persa.
Quindi dalla prossima domenica sarò di nuovo in bicicletta per un piccolo giro: via la polvere dalla bici, controllare cambio e freni, riprendere l'abbigliamento sportivo, senza strafare, piano piano nella lunga strada verso il recupero totale.

Finalmente!

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2 commenti:

  1. Dai dai che ce la fai, sempre il solito modesto, e ricordati che dobbiamo andare a Pinerolo
    Luca

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  2. va be', anche i riposi forzati possono insegnarci qualcosa: pare che la pazienza sia un requisito indispensabile

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