Como-Moltrasio in bici pieghevole

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Prendiamo una splendida domenica di sole -dopo un sabato di pioggia e di freddo-; un gruppo di amici in sella a performanti biciclette pieghevoli; un itinerario sapientemente organizzato da persone del luogo e la giornata piacevole è organizzata!

Domenica 24 maggio: ci diamo appuntamento alle 11 presso la stazione ferroviaria "Nord Lago" di Como per iniziare una visita panoramica della bella città e di un breve tratto del suo lago verso Cernobbio e Moltrasio.
Alcune persone partono da Milano con il treno, altri arrivano a Como in macchina; io decido di dedicarmi all'intermodalità facendo un misto di macchina e treno: parto dalla stazione di Lomazzo sistemando la mia due-ruote ben piegata e via!


Il grande vantaggio di queste piccole biciclette è che occupano poco spazio una volta piegate e prendere i mezzi pubblici diventa semplice (e gratuito!).




Arrivo a Como con qualche minuto di anticipo e in breve tempo si raduna l'allegra combriccola. Presentazioni per le nuove facce; sguardi alle bici e agli accessori; quattro chiacchiere e primo obiettivo: colazione di tarda mattinata!



Lasciamo quindi la piazza della stazione e ci dirigiamo verso il centro della città, spalle al lago. Percorriamo le vecchie vie del centro storico tra il brulicare di turisti e dei passanti e facciamo tappa in una storica pasticceria comasca dove, tra caffè cappuccini e brioches, il buon Leo esordisce con un "caffè corretto baileys!"
Non male come inizio.






Nella piazza si sta svolgendo una corsa a piedi, forse una staffetta, forse una "caccia al tesoro": gazebo, tavoli con computer e transenne con nastri delimitano le aree gara.
Ripartiamo dopo la colazione aggirando la zona, mentre Emy decide di tagliare il traguardo della corsa infilandosi con la propria Brompton direttamente nella corsia di gara.
Ma noi siamo pieghevolisti coscienziosi, quindi tutto ci è permesso ^_^

Riprendiamo il giro tra le strette vie del centro, evitando quelle troppo affollate e riusciamo così a pedalare liberi e con calma ammirando antichi edifici, splendide decorazioni murali e respirando il fascino di una città che, con il sole e il bel tempo, cambia letteralmente faccia mostrandosi località turistica e luogo piacevole da vivere all'aperto.



Ecco piazza Cavour: ampia e ben curata fa da palcoscenico naturale alla vista del lago che si affaccia frontalmente. Spostando lo sguardo si ha modo di abbracciare la vista delle colline circostanti rigogliose di alberi dalla chioma verde tra cui fanno capolino i tetti e le torri di alcune belle e antiche ville.

E' quasi mezzogiorno e Gina ci spiega che allo scoccare dell'ora viene sparato un colpo di cannone dai monti.
Verifichiamo gli orologi e comprendiamo che la nostra sincronizzazione non fa una piega: ogni strumento in nostro possesso segna minuti diversi, ma tutti sono concordi nel dire che le 12 sono già passate.
Nessun colpo di cannone, sarà per un'altra volta.

Via, si riparte, percorso lungo il lago e ci tuffiamo nei giardinetti ad ammirare il tempio Voltiano.




Le occasioni per scattare delle foto e farcele scattare non mancano; ammirando le bellezze ripartiamo costeggiando il lago pedalando lungo la ciclopedonale affollata ed arriviamo a Villa Olmo: nella foto sottostante una coppia di cani guida comaschi ci fa strada attraverso i viali ghiaiati.



Da qui iniziano le famose ville dirimpetto al lago con i loro imbarcaderi segreti, i giardini curati  e il fascino di un'aristocrazia da film.

Direzione Cernobbio!
Si pedala un po' sul marciapiede ciclabile e un po' lungo la strada: le macchine sono bloccate in colonna e sospetto che vederci sfrecciare liberi e felici sia una pugnalata all'ego di questi automobilisti intrappolati sotto il sole.



Corriamo veloci grazie alle pendenze favorevoli fino ad arrivare a Cernobbio, dove scopriamo che l'insolito traffico e la presenza di macchine antiche e personaggi elegantemente vestiti, fanno da cornice alla "giornata dell'eleganza".
Noi siamo elegantissimi, a nostro modo, otteniamo così la consacrazione a "splendido ciclista pieghevole" con unanime acclamazione del pubblico all'ingresso.


Lasciamo questi elegantoni in giacca e cravatta sotto ad un sole inesorabile e riprendiamo a pedalare lungo il lago ammirando ville e scorci incantevoli, con un magnifico specchio d'acqua verde e blu a far da cornice.

Ma... un attimo! Che succede?!?
Gina ingrana le marce e parte spedita! Aumenta l'andatura, pesta sui pedali.
Alcuni si lanciano in scia all'inseguimento, mentre Aldo -che la sapeva lunga- continua ad andatura tranquilla ammirando il panorama.

Qui iniziano i saliscendi: alcune pendenze sono impegnative per marce lunghe, ma sono piccoli strappetti che si superano in agilità con un po' di fuorisella.
Abbiamo ripreso Gina, ma... è ferma in un bellissimo belvedere fronte lago e maneggia borse e borsoni.
Ecco la sorpresa che voleva farci arrivando prima di noi: aperitivo prosecco e noccioline!
Ben fatto!!!


Apprezziamo la sosta e brindiamo ammirando il lago sotto ad un sole splendido.
Un paio di freschi bicchieri e ripartiamo con rinnovato vigore e una fame bestiale, direzione Moltrasio.

Bello bello, non si può dire altrimenti del percorso sull'antica strada Regina che ci mostra storiche case abbarbicate sulle pendici scoscese del lago e paesi minuscoli aggrappati al ripido entroterra.
Le gambe girano bene nonostante il lungo stop per cause di forza maggiore, la bici risponde docile e si mostra completamente a suo agio lungo questo percorso che alterna salite e discese.
Oso una settima: la marcia più veloce che mi consente la mia piccola Hoptown.
Insieme ai copertoni Schwalbe Kojak filo veloce senza troppo sforzo, perfetto!

Passiamo Moltrasio e Gina ci prepara la seconda sorpresa appena giunti nel paese di Carate Urio:
a sinistra gente! Tutti per quella stradina!
Ma... siamo sicuri? Abbiamo di fronte a noi la parete dell'entroterra, alzo lo sguardo e vedo il punto di arrivo: là in alto, dopo molti tornanti c'è la nuova Regina, la strada veloce che collega i paesi del lago.

“Lo chiamano Piccolo Stelvio” dice Gina: si tratta di un superbo cavatappi che in un solo chilometro ci porta su di 100 metri.
Tornanti a 180° e strappi superiori ai 10% ci fanno ingranare le marce corte e tirare fuori la lingua.


Gli atleti arrivano in cima in un attimo, io non voglio farmi uscire di nuovo un'ernia e procedo con pedalate ben calibrate: sono in prima marcia, ritmo lento per non far andare fuori giri il cuore e pedalata costante.

Affronto i primi tornanti e appena inizio a salire di quota non resisto al fascino di immortalare queste vedute.


La pendenza è tosta e Leo ed Emy montano dei rapporti da pianura del tutto inadatti a questa salita. Sono quindi costretti a spingere le bici a mano, ma non c'è fretta, il gruppo è qui per tutti: quelli veloci e quelli lenti.



Per dissimulare la fatica dell'ascesa c'è chi finge di scattare foto ad improbabili soggetti: Stelio, qui ripreso, si ferma e fotografa un muro in tutto il suo silenzioso e granitico fascino.



Peo invece, riparte dopo una sosta e affronta con grinta il tornante seguito dalla propria ammiraglia: un mezzo anfibio di supporto della regia marina lacustre!




Ecco la coda della combriccola, riprendo la marcia, ultimo tornante e ultima salita: questo pranzo è degnamente guadagnato!

Via veloci in discesa torniamo a Moltrasio.
Ottimo asfalto, pendenza di supporto, corriamo verso la trattoria.

Ma che splendido posto!
L'entroterra di Moltrasio ci accoglie con la sua chiesetta e le vie acciottolate tipiche dei paesi laghée.



Siamo a pranzo in un posto “come una volta”, in genere sinonimo di ottimo cibo. Così è, infatti!
Antipasto di polenta e misultitt; risotto con persico impanato e formaggi locali.
Piatti della tradizione comasca sapientemente preparati e spiegati dal cuoco in persona.
Ci dilunghiamo a tavola parlando e ridendo con le fide bici piegate all'interno del locale.



OK riprendiamo la marcia a pomeriggio ormai fatto: corsa veloce in discesa verso l'imbarcadero per il battello di rientro a Como.
Un attimo di vuoto nel gruppo, ecco che arriva Leo: gli è scesa la catena. Sistemata rapida e proseguiamo.

L'intermodalità concessa dalle biciclette pieghevoli è fantastica: una volta piegate possiamo salire sul battello senza dover pagare supplementi.
Le posizioniamo lungo le pareti e ci godiamo il viaggio di rientro tra gli sguardi di ammirazione dei turisti che confabulano tra loro invidiando probabilmente la nostra libertà
“ja ja, Brompton!”





Sbarchiamo a Como e qui devo salutare la compagnia con molto dispiacere: un impegno mi costringe ad un rientro anticipato.
Il gruppo mi accompagna compatto fino alla stazione: io prenderò il treno, mentre loro proseguiranno in funicolare per la salita a Brunate e la visita al faro.

Grazie mille a tutti per la splendida giornata, sicuramente da rifare!




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5 commenti:

  1. Bel report e belle foto ! alla prossima - Davide

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    1. Ciao Davide, grazie per la bella pedalata!
      Mandami la tua email attraverso il modulo di contatto che trovi in fondo alla pagina, così rimaniamo in contatto

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  2. Nel racconto! Peccato che sei andato via a Como. Manca una bella parte del giro, la salita con la funicolare e soprattutto la magnifica discesa, per non parlare poi della stupenda pizza napoletana con magnifica birra Balasin. Per la foto, a dire il vero non stavo fotografando il muro, ma lo specchio della curva in cui apparivo io e Peo in secondo piano. Insomma era un selfie a due.

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    1. Grazie anche a te Stelio!
      Mi organizzerò meglio la prossima volta per concludere degnamente la giornata con voi tutti.
      Per la tua "foto al muro".... ahahaahah si si lo so che stavi facendo qualcosa di artistico, ma non ho resistito a descriverlo in quel modo ;)
      Mandami anche tu i tuoi contatti con il modulo a fondo pagina!

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  3. Molto gradevole il racconto della gita e belle le foto....ma che fatica le salite in bici....!!

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