Route 666 - La Stazione delle Biciclette

Scrivi un commento...

Route 666 - La Stazione delle Biciclette

A Milano c'è una ciclofficina molto famosa che produce artigianalmente una serie di biciclette per diversi settori d'utilizzo, sto parlando de "La Stazione delle Biciclette" presente con due negozi a San Donato Milanese e alla Barona a Milano.
Da molto tempo sono affascinato dalla loro "LSDb Route 666", una bicicletta che descrivono con queste parole:
"Route 666 è la bicicletta per turismo a lungo raggio.
Creata attorno ad un telaio 666 ciclocross arricchendolo con forcellini posteriori per il cambio, doppio attacco portaborraccia, attacchi per portapacchi posteriori e anteriori.
Compatibile con l'utilizzo dei portapacchi Tubus.
Caricala con tutto quello che ti serve e parti; asfalto o strade bianche macinerà km insieme a te. Telaio su misura e ampia scelta di componentistica per il montaggio"
La possibilità di personalizzare quasi totalmente questa bicicletta mi ha fatto immaginare diverse configurazioni adatte alle mie necessità, ma oggi mi sono imbattuto nella realizzazione di una molto simile a quanto avevo ipotizzato per la mia futura 666. Ne parlo quindi molto volentieri su queste pagine!

La Stazione delle Biciclette ha realizzato una Route 666 per un loro cliente che aveva chiesto una configurazione basata su scorrevolezza, leggerezza, ottimi freni, semplice da manutenere, con possibilità di montare portapacchi e durevole nel tempo.
La versione personalizzata del modello "Route 666" de "La Stazione delle Biciclette" - Foto da: www.lastazionedellebiciclette.com

La ciclofficina ha quindi sfornato un prodotto, a mio parere, davvero valido:

  • telaio in acciaio inox per freni a disco
  • pinza freno e disco posteriore montati all'interno del triangolo
  • forcella in carbonio Whisky Parts
  • serie sterzo Chris King
  • freni idraulici TRP Hylex
  • comandi cambio al telaio Shimano Dura Ace
  • cerchi Velocity A23 700c
  • dinamo nel mozzo anteriore e impianto luci Busch & Müller da 60 lux
  • sella Brooks Cambium C17
  • manubrio (e pipa?) Deda Elementi
  • ruote 700x28
  • porta USB alimentata Supernova The Plug III


I componenti montati sono di alta qualità, ma sono proprio alcuni accorgimenti a farmela piacere ancora di più: prima di tutto la dinamo al mozzo che fornisce corrente all'ottimo fanale da 60 lux e anche il "The Plugg III": una presa USB alimentata che permette di collegare GPS, cellulari e ogni altro dispositivo elettronico per ricaricarli durante la pedalata.
La "Route 666" proposta con una configurazione molto valida e di qualità - Foto da: www.lastazionedellebiciclette.com

Poi ci sono le leve cambio al telaio: molte persone getterebbero in discarica ottime bici solo per il fatto che montano i cambi in questa posizione, considerata superata.
A mio parere è invece un ottimo modo per liberare i freni dalla convivenza forzata con le leve del cambio. In questo modo ogni componente fa il proprio lavoro, rendendo più semplice la manutenzione e l'intervento meccanico in emergenza.
Inoltre le leve qui montate hanno la possibilità di passare dal comando indicizzato a quello a frizione.
Questo significa che in caso di problemi non si avrà mai il cambio che gratta o la catena che non ingrana il pignone perché potremmo sempre regolare di fino il cavo con posizioni millimetriche.

Ottima la scelta dei freni a disco idraulici, anche se portano il livello di manutenzione ad un più alto gradino di difficoltà: spurgare e sostituire il liquido non è così semplice da fare e ci vogliono anche degli attrezzi o dei kit specifici.

Rimanendo sull'impianto frenante trovo geniale la scelta di montare disco e pinza posteriori all'interno del telaio in modo da permettere l'utilizzo di portapacchi e grandi borse da cicloturismo senza l'ingombro degli elementi meccanici.
Disco e pinza posteriori sono posizionati all'interno del telaio per consentire libertà nell'uso di borse da cicloturismo - Foto da: www.lastazionedellebiciclette.com

Insomma, mi piace molto, ma ci sono degli elementi che mi lasciano dei dubbi e che sostituirei:
la forcella in carbonio, ad esempio, è di una marca che non ha bisogno di presentazioni, ma personalmente avrei preferito un acciaio di alta qualità con elevate capacità ammortizzanti, grande robustezza e molto durevole nel tempo.

Sul manubrio avrei fatto montare una coppia aggiuntiva di freni, due piccole leve da ciclocross che reputo essenziali quando si guida una "curva corsa" nel traffico caotico di una grande città: la posizione in presa alta è essenziale in queste situazioni e il vantaggio di lavorare sulla parte orizzontale del manubrio è che abbiamo una maggiore efficienza bio-meccanica nel controllo bici dovuta agli angoli d'azione. Ovviamente avere i freni a portata di dita in presa alta è indispensabile.

Per i lunghi chilometraggi avrei fatto inserire degli spessori in silicone sotto al nastro del manubrio, oppure avrei fatto mettere una doppia nastratura.

Un ultimo dubbio che ho riguarda i cerchi e le coperture montate: la 666 proposta monta due 700x28 e secondo La Stazione delle Biciclette, è possibile arrivare fino ai 35.
I cerchi però hanno delle caratteristiche ben definite dal produttore: in abbinamento ad un diametro di 23" permettono di ottenere il maggior coefficiente di penetrazione aerodinamica.
Inoltre il profilo del cerchio è studiato per imitare le caratteristiche di un tubolare, ottenendo maggiore controllo e minore resistenza al rotolamento senza l'uso di colla specifica.
Nel dettaglio si intravedono i cerchi "Velocity A23" - Foto da: www.lastazionedellebiciclette.com

Questa bicicletta monta dei 28", quindi il vantaggio di utilizzare i cerchi Velocity A23 si perde istantaneamente, peggio ancora se andiamo a mettere copertoni ancora più grossi.
Inoltre gli "A23" ottengono le loro caratteristiche grazie a tolleranze geometriche ristrette, cosa che potrebbe creare problemi calzando alcuni copertoni con profili meno flessibili o più accentuati.

Sicuramente quelli della Stazione avranno avuto i loro motivi per scegliere questo particolare componente e non si può dire che non conoscano le biciclette, ma nella mia futura 666 sceglierò certamente dei cerchi progettati per ospitare sezioni grosse e con profili geometrici più aperti ad ogni copertone.






Il testo di questo articolo è proprietà esclusiva del sito 90RPM.
Sei libero di condividere e ri-pubblicare l'articolo a patto di non modificare nessuna parte dello scritto e di indicare sempre la fonte inserendo un link attivo al sito "www.90rpm.blogspot.it".
Tuttavia procediamo spesso alla modifica e all'aggiornamento degli articoli già pubblicati, quindi ti suggeriamo di non fare copia/incolla dei testi, ma di segnalare l'articolo tramite il suo link diretto.

Hai trovato l'articolo interessante?

Votalo e condividilo se ti è piaciuto!

0 commenti:

Posta un commento


TOP