"Velopensieri" un libro di Francesco Ricci

Copertina del libro "Velopensieri" di Francesco Ricci - Ediciclo Editore

Titolo: Velopensieri
Autore: Francesco Ricci
Editore: Ediciclo Editore (2013)

"Francesco Ricci è un ciclista singolare perché tutte queste strade le colleziona a modo suo.
Oltre alla gamba, ha ben allenati occhio e orecchio: l’occhio per vedere quello che non tutti vedono, “dentro e dietro il paesaggio”; l’orecchio per sentire quello che non tutti sentono: le voci della memoria, le voci dei piccoli mondi che scompaiono, le voci dei libri che ha letto, delle canzoni che ha ascoltato.
Su queste strade, che Francesco Ricci ha pedalato, guardato, ascoltato, nascono i Velopensieri: istantanee di parole, visionarie e dolorose, che descrivono la fatica che fa bene, il sudore che scende sulla fronte, i giochi d’ombra disegnati dalla bici sull’asfalto, le pievi abbandonate che invitano a una sosta, il mondo di immondizia lungo il ciglio delle strade, il profumo dei cibi che esce dalle cucine delle case, le forme infinite delle nuvole e dei corridori in gara, i passaggi a livello dimenticati, i vigneti carichi di grappoli, i bar con le cartoline che nessuno più spedisce, le fontane dove immergere la testa, le vecchie botteghe di ciclisti…"


L'opinione di 90RPM:

Un ciclista che pedala da solo in compagnia dei suoi pensieri: e perché no, anche dei suoi ricordi e soprattutto, delle sue speranze. E ce ne fa partecipi.
Lo seguiamo mentre si guarda intorno e commenta che in bici
“si può tornare a parlare con le nuvole, le pozzanghere, gli alberi, le vipere, le lucertole, i sassi, i torrenti: E con se stessi, senza troppo mentire”.
E così riesce a vedersi un po’ più chiaramente e si trova a realizzare che “non sono un campione, sono un gregario della fuga. Ho tutto da imparare e nulla da nascondere.
A volte mi sento solo, ultimo, con una maglia nera di felicità addosso”.

Così si definisce mirabilmente il nostro autore, che riesce a percepirsi realmente solo in sella alla sua amata bicicletta, via pievi e boschi, lungo torrenti e per prati solitari, mentre si ferma a riempire la borraccia oppure a mangiare le sue “amate albicocche”.
E ripete: “sto bene solo in bici o quando cammino”.
Eppure tenta ancora qualche uscita in gruppo, ma per lui l’ideale è stare soli o al massimo in due: “in due è bellissimo, soprattutto se il compagno di viaggio è un amico collaudato”.

Allora è possibile empatia, condivisione, silenzio ed anche, a volte, isolamento: e in questo stato di grazia è possibile davvero pensare, ripensare, e magari, oltre il ricordo, rivedere ancora tutti quelli che ci hanno lasciato.
Ogni ciclista ha le sue proprie manie: e lui elenca le sue, dolcemente, con un sorriso, aggiungendo alla lista, a mano a mano che gli viene in mente, anche tutto quelle che vede mentre pedala – cani mucche maiali ed altro – che gli aprono il cuore ad un istante di felicità.
E poi un madrigale per le strade: quelle troppo dritte, quelle malate, quelle che sanno di cibo, quelle che sanno di balera. E quelle che, tra settembre e novembre, prendono il colore del mosto: perché “con la strada il dialogo è continuo”, perché “ogni strada ha una storia da raccontare”.

E alla fine del libro, l’autore ci spiega che cos'è per lui la bicicletta: la bici è una lingua naturale che si impara da bambini, è uno strumento musicale, è poesia, è protesi di vita.
Ha pedalato in molti posti Francesco Ricci, davvero in tutto il mondo, e di giorno e di notte: sempre “trafitto dalle stelle”.

Lo consiglio?
Mi è piaciuto?
Lo regalerei?
Mah...

Personalmente, ritengo che questo sia un libro che una persona potrebbe far stampare per poi regalarne qualche copia agli amici, specie se, come l'autore stesso, questi amici fossero amanti e praticanti della bicicletta.
Sicuramente gli amici sarebbero in grado di condividere gli stessi pensieri e le stesse emozioni espresse dall'autore, sapendo bene da quale fonte derivino e che cosa li abbia motivati.
Per tutti gli altri lettori, questo diventa difficile, pur riuscendo ad apprezzare alcune eleganti e ben riuscite immagini naturalistiche.






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