L'arte di perdere clienti

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L'arte di perdere clienti

Ovvero: quello che un venditore di biciclette o un ciclo-meccanico non dovrebbero mai fare


Nel 2015 chi vuole acquistare una bicicletta, un particolare meccanico, un accessorio o simili ha molte possibilità: tanti negozi fisici, migliaia di negozi on-line, grandi catene sportive, eventi o fiere o direttamente dai produttori.

Chi sceglie il negozio fisico non lo fa per il prezzo dato che questo è comunemente più caro rispetto ad un'attività di vendita online che ha costi di gestione diversi.
Chi sceglie il negozio desidera trovare il rapporto umano, desidera parlare con persone qualificate che abbiano la pazienza di ascoltare, consigliare, mostrare, spiegare...
Le persone che scelgono il negozio sono quindi disposte a pagare di più a fronte di assistenza e professionalità.

Inoltre la bicicletta richiede regolazioni, modifiche, controlli e per farli servono conoscenze meccaniche, esperienza e attrezzi giusti. Non sempre il cliente medio riesce a far da sé e si deve quindi rivolgere alle attività con ciclo-officina.
Tipico negozio di biciclette in cui mi reco per acquistare componenti di alta gamma. Da notare l'ampio assortimento di accessori per cicloturismo e vestiario ben disposti sugli scaffali

Io vado volentieri nei negozi di bici perché mi piace parlare di biciclette, mi piace ascoltare opinioni da chi ne sa più di me e desidero la sicurezza di un meccanico che sappia cosa fare quando mi vede arrivare con un deragliatore storto o una serie sterzo grippata.
Famosa ciclofficina della mia zona con ampia disponibilità di biciclette in pronta consegna

Non ho però un negozio unico di riferimento: vorrei trovarlo ma più ne provo, più vengo deluso nelle mie aspettative. Troppo alte forse? Giudicate voi.
Quello che segue sono episodi realmente accaduti:


L'arte di perdere clienti nr. 1
“Il manubrio va così”

Compro una bici da corsa usata per farne un muletto da rulli, ma è stata ferma parecchio e alcuni componenti devono essere sostituiti.
Mi hanno parlato bene di un negozio a venti minuti abbondanti di macchina da casa mia: un negozio storico, il proprietario è un ex professionista, hanno una squadra corse, organizzano eventi, insomma le premesse sono ottime!

Ci vado ad occhi chiusi e lascio la bici per una revisione totale; la ritiro un paio di settimane dopo e la uso per qualche giorno.
Cede l'attacco del manubrio: l'avevo voluto regolabile per poter fare degli esperimenti di postura.
Poco male, può succedere, la riporto quindi al negoziante per la sostituzione.

Cambia l'attacco mentre lo osservo e inizia a ruotare il manubrio verso l'alto.
- “Guardi che è troppo alto così” gli dico.
- “No è giusto” ribatte.
- “Come fa a dire che è giusto se non mi vede in sella?”
- “E' il mio lavoro, so come devo fare le cose. Lo vede? Questa è la misura giusta perché così la posizione dei polsi è in linea”
- “Come fa a dire che la posizione è in linea se io sono a 5 metri dalla bici e lei sta regolando il manubrio mentre si trova in piedi accanto alla mia bici?”

Mi avvicino, monto a cavalcioni sulla bicicletta e impugno la curva del manubrio in presa bassa:
- “Lo vede che è troppo alto? Non riesco nemmeno a toccare le leve dei freni”
- “Ah no! Il manubrio si impugna qui” E mi mostra la presa alta standard. “Così è perfetto”

La situazione sta diventando comica e voglio capire fino a che punto vuole spingersi:
- “Quindi secondo lei se non arrivo ai freni in presa bassa e in quella alta mi trovo i polsi non in asse va bene?”
- “Io le dico come vanno fatte bene le cose, poi se uno vuole camminare nel modo sbagliato può farlo, liberissimo di sbagliare! Comunque non c'è problema, io faccio come vuole lei, le giro il manubrio non ci sono problemi. Se uno vuole pedalare male è libero di farlo”

Dunque questo ex professionista, rivenditore affermato di bici e ciclomeccanico da una vita pretendeva di regolare il mio manubrio stando in piedi di fianco alla bici, senza farmi salire in sella per provare la regolazione e, in aggiunta, sosteneva  che in bici da corsa si pedala solo con le mani in alto.
Di fronte alle mie rimostranze chiude il discorso dicendomi che mette il manubrio come voglio io, ma che la posizione è sbagliata.

Inutile dire che questo signore non mi vedrà mai più.



L'arte di perdere clienti nr. 2
“La bici fuori”

Ho bisogno di un componente per MTB e vedo un negozio mentre sto pedalando: due vetrine di bici, rivenditore ufficiale di un paio di marche, mi sembra un buon posto.

Apro la porta e faccio per entrare con la bicicletta ma vengo fermato:
- “Non si può entrare in bicicletta”
- “In un negozio di bici non posso entrare con la bici?”
- “No no, la lasci fuori”
- “Per comprare quello che mi serve bisogna prendere un paio di misure”
- “Le prendiamo fuori”
- "Va bene (cerco di far finta di niente) ma dovrò entrare per vedere i pezzi e pagare, se lascio la bici incustodita qui lungo la strada me la rubano in 30 secondi, mi presti una catena per chiuderla al palo almeno"
- "No, non ho catene da prestarle"
- "Lei vende bici e accessori per biciclette, costringe un cliente a lasciare fuori la bici e non fa nemmeno il favore di prestare un lucchetto per chiuderla in strada? Evidentemente non ha bisogno di nuovi clienti, buongiorno e grazie".



L'arte di perdere clienti nr. 3
“Questa catena è compatibile”

Devo sostituire una catena usurata e decido di provare un negozio recentemente rinnovato che ho conosciuto durante una fiera locale. In quell'occasione i due proprietari mi sono sembrati competenti e mi ero promesso di andare da loro alla prima occasione.

- "Avrei bisogno di una catena Shimano HG53 da 112 maglie"
- "Shimano non le ho, ho questa marca che è buona"

Mi mostra una catena dorata con una confezione piena di scritte cinesi.
La rigiro scettico tra le mani e il rivenditore capisce la mia perplessità:
- "Non si preoccupi è una marca buona, io le monto su tutte le bici e non ho mai avuto un problema!"

Questo signore ripara bici anche di alto livello, ne saprà sicuramente più di me, decido quindi di fidarmi della sua catena cinese.
- "Va bene, ma questa è da 118, a me serve da 112".
- "Stia tranquillo, anche se è più lunga va bene lo stesso, è compatibile!"

Non potevo credere a quello che sentivo!
Sollevo la mascella che mi era caduta per lo stupore e decido di mettere un po' alla prova questo mecc... pseudo-meccanico:
- "Se la lunghezza è sbagliata il deragliatore lavora male, non trova?"
- "No no perché la molla fa tendere la catena e quindi si regola da sola"
- "Quindi il fatto che marche come Shimano facciano lo stesso modello di catena in 5 lunghezze diverse è solo una cosa inutile?"
- "No se uno vuole la lunghezza precisa la può prendere precisa, io le dico però che non cambia niente se è più lunga"
- "E il fatto di avere guarniture più o meno ampie non influisce?"
- "No perché nei cambi moderni si autoregola l'insieme"
- "Capisco, ma io la preferirei della mia misura"
- "Eeeeh da 112 non le ho, però posso ordinarla"

Capisco al volo che questo mecc... pseudo-mecc.... venditore di aspirapolvere non conosca il concetto di "accorciamento di catena", cosa che porterebbe magicamente la sua catena da 118 a 112 maglie.
Aggiungiamo poi il fatto assurdo della lunghezza compatibile con ogni cambio e la cinesata che voleva vendermi... è troppo!
- "mmm... guardi ci penso. Arrivederci e grazie"



L'arte di perdere clienti nr. 4
“Cercatelo sul catalogo”

Negozio di bici famoso, ben fornito, posizione centrale, ampia clientela.
Entro chiedendo una guida per il taglio del manubrio:
- "Ma a cosa serve?" mi chiede il professionale e preparato negoziante.
- "Lo dice la parola stessa ovviamente, a tagliare i manubri! E a tagliarli dritti a distanza precisa"
- "Mah non so, ma come è fatta?"

Fatico a credere che questo signore dalla quarantennale esperienza nel settore, non sappia di cosa sto parlando, ma voglio farmi capire bene:
- "E' un piccolo elemento a forma di parallelepipedo con un buco nel mezzo dove si infila il manubrio alla misura voluta. Poi si blocca con una vite e si inserisce la lama di un seghetto a mano all'interno della fessura che lo attraversa per far da guida nel taglio".

Soddisfatto della mia spiegazione lo guardo per decifrare la sua espressione...
- "Non ho capito bene, forse io lo chiamo  in un altro modo, prova a guardare se lo trovi su questo catalogo".

Il "catalogo" è un elenco telefonico ad uso rivenditori che presenta solo codici, numeri seriali e tabelle tecniche.
- "Scusi ma come faccio a trovarlo qui? Mi dica dove sono gli accessori da officina almeno! Poi magari ho fortuna e lo trovo"
- "Eee non saprei, io non lo guardo mai..."

Dovrei quindi cercare IO un accessorio che TU non conosci, sul TUO catalogo tecnico che non hai mai guardato in vita tua?!?

- "Guardi non importa, lo compro on-line. Grazie comunque"
- "No guardi che anche online  non lo abbiamo questo accessorio"
- "Veramente intendevo..... (qui intuisco che è il caso di lasciar perdere) ah sì sì ok, grazie comunque"



To be continued...






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4 commenti:

  1. Sto piangendo dal ridere, aspetto il continuo....
    Luca

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    Risposte
    1. HA HAHAHAHHA HAHAHA!!!
      Ma capitano tutti a te i cabarettisti?
      Non c'è che dire, sono proprio degli orbi nel paese dei ciechi... prospereranno finchè ci saranno gonzi disinformati che gli stanno dietro.

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  2. a me è successo con uno che dopo avermi cambiato la gomma sulla bacchettona, visto che ero per strada (al pomeriggio aiuto un meccanico di biciclette... quindi un paio di cose le so fare, ma ero distante da casa...) mi ha spostato la sella mettendla con la punta per alto, sostenend che va messa così.

    all'ennesimo rifiuto ri rimetterla com'era gli ho detto: "oh: si vede che io, la sotto, sono fatto diverso da lei. a me così da fastidio, la rimetta com'era".

    si è rifiulato!!!
    per di più gomma + cerchio R: conto salatissimo perchè ha aggiunto una improbabile manodopera...

    a casa ho dovuto risistemarmi la sella, e ovviamente da allora gli faccio pessima pubblicità.

    che se la fa da solo: chiede un euro per gonfiaggio gomme, la giustificazione è "uso elettricità".

    certa gente è veramente cialtrona e ciarlatana.

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    1. ahahah
      noto con piacere che non sono l'unico!
      Grazie per il tuo commento

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