"Giallo su giallo" un libro di Gianni Mura

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"Giallo su giallo" un libro di Gianni Mura

Un giallo su due ruote con lo sfondo del Tour de France

Copertina del libro "Giallo su giallo" di Gianni Mura, edito da Feltrinelli

Titolo: "Giallo su giallo"
Autore: Gianni Mura
Editore: Feltrinelli (2007)
Collana: I Narratori

"Gianni Mura, cronista sportivo di "Repubblica", si inventa un Tour bagnato di sangue. Il protagonista, nonché io narrante, fa più o meno il mestiere di Mura: segue il Tour insieme alla ‟banda” dei giornalisti internazionali, quando può mangia bene – e beve meglio –, si industria con passione e stile a ricreare per i lettori il clima delle tappe, telefona di tanto in tanto alla saggia moglie, esercita il suo sguardo umano sulla quotidianità bizzarra di una delle manifestazioni sportive più fascinosamente epiche.
Ma guardare costa. E comincia a costare da subito. Una giovane prostituta che ha tentato di adescarlo viene trovata senza vita davanti alla porta della camera d’albergo del nostro cronista. Che naturalmente viene subito sospettato, portato in galera e interrogato a sangue. Non fosse per la durevole ostilità del giudice al quale sono affidate le indagini, l’episodio sembrerebbe rientrare, ma ecco un nuovo, terribile omicidio: nel bagno di un elegante ristorante viene rinvenuto il cadavere di Dédé, giornalista sportivo caro a tutti gli amici del Tour. È a questo punto che entra in scena il detective Magrite – il solitario, riservato, acuto Monsieur Magrite –, che si mette sulle tracce dell’assassino. Ma ci vorranno un altro morto, una dark lady e un nugolo di appetitosi personaggi minori per scoprire il legame fra l’una e l’altra morte violenta e ripulire così le strade del Tour."

Perché i libri sulla bicicletta o sul ciclismo sono sempre belli (per gli altri)?

I libri che hanno per tema "la bicicletta" o il "ciclismo", in senso stretto o affine, non sono moltissimi e quelli che ci sono vengono indifferentemente innalzati a pubblicazioni magnifiche e celebrati da ogni rivista, giornale, sito web o community del settore.
Sembra che ogni libro che parli di biciclette sia sempre divino, immancabile nella propria collezione e assolutamente da regalare ad ogni amico biker.

Mi chiedo spesso: quanti di questi redattori, segnalatori, postatori e cialtroni del web hanno davvero letto per intero, dall'inizio alla fine, uno di questi titoli?
Il dubbio mi sovviene sempre più di frequente, soprattutto quando poi ci troviamo di fronte a titoli estremamente pompati, ma che non hanno nulla di tangibile da offrire al lettore, appassionato di bici, pedone o automobilista che sia.

Su 90RPM facciamo poche cose, ma quelle poche le facciamo bene. Una di queste è leggere per intero ogni libro prima di recensirlo.
Su 90RPM troverete sempre recensioni genuine e veritiere dove si cerca di offrire una visione oggettiva e non personale del libro trattato.

L'opinione di 90RPM

Gianni Mura è un giornalista molto conosciuto ed apprezzato e in tale veste si propone in questo romanzo: un giornalista al seguito di un Tour de France puntualmente commentato con le sue cronache brillanti e competenti fino al sarcasmo.

Ma ecco quest’avventura – teoricamente costellata nelle intenzioni solo di buoni cibi e vini superbi, centellinati e presentati con dovizia di particolari – quest’avventura, dicevamo, si tinge di giallo: un assassino spietato che semina il panico nella carovana e presso i giornalisti accreditati, uccidendo le sue vittime in modo efferato e lasciando loro accanto un post-it giallo su cui scrive solamente il numero progressivo dei suoi delitti.

Interviene a questo punto un commissario di polizia francese che fa il verso, per così dire, al celebre Maigret: un commissario di cui si celebrano le frasi famose, le capacità investigative, descrivendolo con scrupolo da giornalista di moda, nei suoi vari abbigliamenti.

Il finale è talmente scontato da rasentare il ridicolo, ma grazie alla sagacia dell’elegante commissario, tutto si risolve per il meglio: il criminale viene scoperto e messo in manette, il nostro giornalista torna alla sua quieta vita in famiglia.

Il libro è scritto – evidentemente – con la perizia innegabile di chi con la penna si guadagna da vivere: eppure, non coinvolge.
Noiose le cronache, pedante l’erudizione del protagonista, la trama non gira, nonostante girino le ruote dei ciclisti del Tour.

A voler ben guardare, possiamo forse dire che Gianni Mura ha voluto fare un omaggio scrivendo il suo romanzo sulla falsariga del celebre e quanto più godibile e brillante testo del nostro amico Achille Campanile (vedi Battista al Giro d’Italia)?
Mettiamola così: e chiudo qui.

Ma se qualcuno fosse incuriosito, ebbene, consiglio di andare in biblioteca e prenderlo in prestito: risparmierà i soldi del libro e qualora non riuscisse a terminarlo, si risparmierà il tempo di leggerlo.
E non avrà rimpianti di nessun tipo.







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