Al November Porc in bicicletta

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Al "November Porc" in bicicletta

Breve cicloviaggio enogastronomico di novembre: una storia di nebbia, campagna e un prete bollito


Ogni anno nella zona di Zibello, patria dell'ottimo salume "culatello", si tiene un evento gastronomico chiamato "November Porc": la manifestazione dura quasi un mese intero e i vari eventi si svolgono in località differenti.
Il 13, 14 e 15 novembre la manifestazione si svolge a Polesine Parmense e, sostanzialmente, il clima è quello della sagra paesana dove la degustazione dei prodotti e dei piatti tipici locali è lo scopo primario.


Il gruppo lombardo del forum "bicipieghevoli.net" organizza ogni anno una pedalata di gruppo per raggiungere la manifestazione: prendono il treno dalla stazione centrale di Milano e arrivano a Cremona; da qui pedalando per una trentina di chilometri lungo ciclabili e strade bianche locali.

Questa volta decido di partecipare anche io in maniera diversa!
Uno sguardo alla mappa e noto che si potrebbe allungare il percorso in modo molto piacevole percorrendo la "ciclovia dei navigli cremonesi".
In poco tempo organizzo quindi il mio percorso: in macchina fino a Crema; lungo campi e sterrate fino ad intercettare la ciclovia; dritti fino a Cremona; raggiungo gli amici in pieghevole e faccio con loro gli ultimi 30 km.
Tra andare e tornare saranno 150-160 km, una bazzecola! (fortunatamente il dislivello della bassa è a mio favore!)

I chilometri non mi impensieriscono perché l'allenamento dell'ultimo periodo dovrebbe consentirmi di farli senza troppe difficoltà, piuttosto si presentano due potenziali problemi: il fondo stradale e le ore di luce a disposizione.

Il 90% del percorso sarà  lungo strade sterrate in mezzo alla campagna, quindi la mia piccola bicicletta pieghevole gommata con le sottili ruote slick potrebbe rivelarsi una scelta totalmente inadeguata.
Decido di utilizzare la mountain-bike che, per l'occasione, trasformo in bici da turismo montando copertoni Schwalbe Marathon -una garanzia per quanto riguarda affidabilità  su ogni fondo e resistenza a forature e sollecitazioni-; un portapacchi Topeak Super Tourist DX e un set di borse da cicloturismo della Vaude, il set Karakorum.

La mia mountain-bike Cube in versione cicloturistica con portapacchi, borse laterali e copertoni Marathon

La bicicletta preparata in questo modo mi permette di affrontare ogni itinerario a lungo raggio, essendo affidabile, robusta e dotata di capacità  di carico.
Proprio beneficiando della possibilità  di portare un bagaglio notevole, metto nelle borse tutto quanto -e anche più- potrà  essermi utile: una giacca pesante, antivento, attrezzi per le riparazioni, acqua e soprattutto luci!
Un'altra vista di presentazione del potente mezzo a due ruote. Si può fare cicloturismo anche con una mountain bike, basta usare  i giusti accessori!

Luci, sì, questo è l'altro problema: alle 16:30 il sole inizia già  a calare e io mi troverò a pedalare lontano dai centri abitati e da ogni fonte luminosa artificiale.
Mi attrezzo quindi con un fanale posteriore lampeggiante a led e sul manubrio monto un faretto di profondità  per illuminare la strada, a cui affianco una torcia frontale da trekking che monto sul casco.
In passato ho già  sperimentato questo set all'interno di boschi completamente al buio, so quindi di andare sul sicuro! Un buon numero di batterie di scorta mi tolgono ogni pensiero e, male che vada, pedalerò più lentamente.

Domenica 15 novembre ecco che sono pronto a partire per il mio piccolo viaggio alla scoperta della bassa Lombardia: bici caricata in macchina e partenza all'alba, direzione Crema.

Il sole non è ancora sorto e io guido verso Crema


Per i cicloturisti che vorranno ripetere l'itinerario, riporto di seguito la traccia del percorso di andata che è possibile scaricare in diversi formati.
Il ritorno coincide esattamente con lo stesso percorso.


Ore 8.30 circa, parcheggio fuori dalla città, rimonto la ruota anteriore facendo attenzione a centrare per bene la pinza del freno e inizio a pedalare verso i campi per raggiungere il tracciato della ciclovia.
Il mondo intorno a me è ancora immerso nel tepore della domenica mattina, per le strade non incontro nessuno e in breve tempo arrivo ai campi e metto le gomme sulle sterrate.


Siamo io e la mia bici, intorno a me c'è solo campagna avvolta dalla nebbia. Non conosco queste zone, posso fare affidamento solo sul mio navigatore Garmin che, pedalata dopo pedalata, mi conferma che il percorso è corretto e i chilometri scorrono rapidi.


La fida Cube si beve le asperità  in totale sicurezza, è da tanto che non pedalo su questa bici e non posso che apprezzarne ogni volta le eccellenti doti di comfort e stabilità .
Il percorso è davvero piacevole e mi riprometto di farlo nuovamente in primavera per poterlo apprezzare maggiormente!


Rallento il ritmo per osservare il paesaggio mentre la nebbia mi avvolge lasciando sui vestiti uno strato di umidità  come se fossi sotto alla pioggia. Al mio fianco ora scorre il canale d'irrigazione: a differenza dei navigli milanesi, questo cremonese è un'opera realizzata per irrigare i campi e non per la navigazione o il trasporto. E' ammirevole la realizzazione ingegneristica che parte da un canale convogliatore e poi lo smembra in 13 rivi minori che si intrecciano e si scavalcano senza ricombinarsi. Pendenze e portate calcolate al decimo!


Il navigatore mi avvisa che sono nei pressi di Casalbuttano ed esattamente lungo il percorso che sto facendo incappo nel fatiscente edificio della "Cascina Marasca".
Mi fermo e ascolto il silenzio irreale della zona.

Era il dicembre del 1921, pieno periodo fascista, nella stessa campagna in cui pedalo, nelle stesse condizioni di freddo e nebbia, una macchina percorre queste stradine e si blocca per un guasto.
Sopra ci sono Attilio Boldori e altri compagni del partito socialista.
Boldori era un politico locale molto amato, ideatore e difensore delle cooperative locali di agricoltori e consumatori e consigliere della provincia di Cremona.
Una Cremona in mano al deputato gerarca fascista Roberto Farinacci.
Era l'undici dicembre del '21 e quel giorno una squadra di manganellatori fascisti di ronda nella zona intercettò i nemici del partito socialista. Gli uomini abbandonarono la macchina e scapparono dividendosi.
Boldori venne inseguito e bloccato proprio qui, a Cascina Marasca, dove venne bastonato senza pietà .
Morì quello stesso giorno in questi luoghi che amava e cercava di sviluppare e proteggere.
Ora la cascina è in stato di totale abbandono e solo un'insegna a lettere scolpite ricorda quello che qui è avvenuto.



Riprendo a pedalare su uno sterrato di fango e foglie marce, ma il fondo è battuto e sicuro.
Sono quasi le 11, so che il gruppo di amici in pieghevole è partito dalla stazione di Cremona da un'ora circa. Decido quindi di aumentare il passo per raggiungerli.
Ora pedalo rapidamente: alta cadenza, minimo affaticamento, muscoli che rispondono bene, cuore che viaggia a regime e mente lucida. Le condizioni sono ottime!


Ecco finalmente il Po, il Grande Fiume!


Lascio Cremona ad una media impressionante e, nonostante le borse laterali rendano il mio CX pari a quello di una cassapanca barocca, riesco a pedalare tra i 25 e i 30 Km/h. Notevole per una MTB con ruotone da 2 pollici!
Corro per cercare di raggiungere gli amici, ma... non li trovo!
Il pensiero che siano sempre davanti a me mi spinge a mantenere alto il ritmo, fino a quando il Garmin mi avvisa che sono a 10 km dalla destinazione.
Scoprirò poi di aver superato il gruppo a Cremona, mentre erano a far colazione, per pochi minuti.


Arrivo quindi in un lampo a Polesine. Una telefonata agli amici e scopro che sono ad un'ora buona di distanza.
Poco male, sono qui anche per la festa e così mi ci infilo: un cicloturista dai colori sgargianti che fende la folla con il suo cavallo di ferr... di alluminio!

La folla è impressionante: l'argine maestro è una colonna unica di macchine e pullman, club di motociclisti si sono dati appuntamento, migliaia di persone cercano di camminare lungo stradine strette evidentemente inadeguate per simili flussi.

Mentre rifletto sul fatto che mi sarà impossibile girare il November Porc con la bici al mio fianco, mi viene incontro un simpatico signore che attacca bottone parlando della mia mountain-bike.
Mi fa i complimenti dopo che gli spiego quanto ho pedalato e mi dice:
-"Io e i ragazzi di questo stand gestiamo la cooperativa Polesine, noleggiamo biciclette e organizziamo gite in barca. Vieni, ti faccio vedere la sede e se vuoi puoi lasciare lì all'interno la tua bici."
Ho trovato una rimessa coperta e al sicuro? Incredibile ma vero!
Lascio quindi la bici parcheggiata lontana da occhi indiscreti, ma siccome sono sempre un cittadino e non un sognatore illuso che l'umanità  sia tutta magnifica, chiudo bici e borse con un lucchetto.
Oltre al parcheggio ho anche la possibilità  di usare un bagno immacolato, cosa non trascurabile durante una sagra con una fiumana di gente impressionante!

Ooooh finalmente mi butto nella mischia, voglio mangiare qualcosa ma la coda ad ogni stand è chilometrica. Riesco così a prendere un ottimo cartoccio ripieno di olive all'ascolana e due panini con culatello.
Nel frattempo arrivano gli amici in pieghevole, ma l'orologio scorre inevitabile: sono le 13.30, guardo il cielo e noto che il sole qui, oggi, non si è mai visto. Dal cielo "spiove" nebbiolina e l'immobilità dell'aria fa presagire che a breve tutto sarà  avvolto nella nebbia e... buio.

Non posso rischiare di rimanere al buio in mezzo ai campi, sono preparato con le luci, ma preferirei che ciò accadesse, al massimo, negli ultimi chilometri.

Saluto tutti a malincuore, il prode randonneur deve ripartire!
Ringrazio gli amici della cooperativa promettendo di tornare a trovarli e rimetto le ruote in strada. Destinazione Cremona e poi Crema!


La corsa dell'andata inizia a farsi sentire dopo pochi chilometri: sento le gambe affaticate e decido di procedere lentamente, senza strafare.
Non posso certo permettermi dei crampi qui nel nulla senza possibilità  di essere aiutato da nessuno!
Questo è il momento che separa il ciclista esperto dal principiante: saper dosare le forze per terminare il percorso.
E' più una questione di testa, ma certamente se le gambe si bloccano ci puoi fare ben poco!

Mancano ancora 40 km, sono avvolto da una spessa foschia, la temperatura è bassa e il buio sta arrivando. I miei occhiali protettivi sono cosparsi di goccioline microscopiche e lo stretto fascio del faretto balla sullo sconnesso mostrandomi sicuro la via.

Ad un certo punto incappo in un abitante locale, o meglio, di ciò che ne rimane: è una nutria, grande colonizzatrice dei canali di campagna!
Da adulte possono raggiungere dimensioni notevoli e il loro aspetto simile ad un ratto non ne fa certo un animale gradevole!


Non ho mai fatto così tanti chilometri senza incontrare anima viva: per ore pedalo in un silenzio irreale e riesco a sentire nettamente lo scorrere leggero della catena, il copertone che macina e quel ruvido scorrere di un cuscinetto non perfetto nel pedale destro.
Sono solo lungo strade di campagna dove posso intravedere lontanamente, di tanto in tanto, piccole cascine immerse nella nebbia. Sembrano tutte disabitate, senza nemmeno una luce alla finestra.
E così continuo a pedalare nell'incanto di una campagna pronta per il riposo invernale, come in un film di don Camillo e Peppone.


Manca ancora molta strada, decido quindi per una strategia di risparmio energetico: ogni 10 km mi fermerò a riposare, bevendo e mangiando qualcosa.
Mi rendo conto che avendo mangiato poco e niente le energie sono quel che sono, ma d'altronde chi immaginava di dover passare un'eternità in coda per due fette di salame?
E poi, il famoso "prete bollito"? E chi l'ha visto! Avrei tanto voluto assaggiarlo tra due fette spesse di pane casereccio..... pazienza, ho un po' di pane con me e questo è.

Il Garmin mostra un lento conto alla rovescia dei chilometri mancanti e quando vedo il numero "10" decido di dar dentro tutte le ultime energie per raggiungere in fretta la macchina.

Ore 17 e qualcosa, termino con successo la mia personale randonnée e mi porto a casa alcune cose che ho imparato in questa giornata:

  1. In campagna la gente ti saluta volentieri, senza  aver paura che tu voglia derubarli, vender loro qualcosa o chiedere soldi. Queste cose capitano solo a noi altri cittadini.
  2. Quando stai per finire l'acqua della borraccia, cerca un cimitero e potrai fare il pieno.
  3. Nella bassa non c'è lotta di classe: anche se sei chiaramente un cicloturista, verrai salutato con calore sia da ciclisti corsaioli il lycra che da mountainbiker senza distinzione.
  4. La borraccia termica tiene l'acqua al caldo solo se ci metti acqua calda. Se la metti fredda, dopo ore sarà ancora più fredda.
  5. Non dare per scontato che in una sagra gastronomica riuscirai a mangiare.
  6. Quando giri per la campagna nel periodo di caccia, vestiti nel modo più visibile possibile.
  7. Gli occhiali protettivi con le lenti gialle sono ideali nelle giornate nebbiose.

Purtroppo in questo percorso in bicicletta sono stato troppo impegnato nel pedalare ottimizzando il più possibile i tempi, non sono quindi riuscito a trovare il tempo di fare foto e video decenti.
Inserisco qui di seguito il poco materiale che ho potuto montare:

E' stato un viaggio molto bello e quasi avventuroso, da rifare indubbiamente con giornate più calde e lunghe per poter apprezzare meglio i luoghi e non dover correre con l'orologio sotto agli occhi.
Questa è andata, ora devo inventarmi qualche altra pazzia per dicembre. See ya!





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3 commenti:

  1. gran bel giro complimenti tanti km e tanto divertimento, non nascondo che ti invidio e che mi spiace non essere potuto venire. Luca

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  2. Questo post ha qualcosa di epico! Complimenti.
    Unico momento di tristezza: il punto 5 dell'elenco delle cose che hai imparato. :(

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  3. Me lo vedo proprio questo ciclista disperato e solo che pedala nel nulla.....e chissà che dentro di sé non rimpianga la comodità e il calduccio della sua macchinina: ma voi ciclisti siete proprio matti! e meno male che di questi matti così ai nostri giorni ne abbiamo sempre bisogno!

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