Bici da corsa e occhiali da vista, compromessi e sofferenza

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Bici da corsa e occhiali da vista, compromessi e sofferenza

Il ciclista che pedala con gli occhiali da vista può trovare molte difficoltà posturali nell'utilizzo della bicicletta da corsa o del manubrio da corsa. Questo problema è spesso sottovalutato anche dai biomeccanici


Alcuni ciclisti con deficit visivo non utilizzano le lenti a contatto per svariate ragioni, sono quindi costretti ad indossare occhiali graduati o occhiali con clip ottica interna. Io sono tra questi e utilizzo ormai da tempo questo modello della Arroyo.

Il problema principale di quanti pedalano con gli occhiali sulla bici da corsa è nella postura richiesta: il corpo deve allungarsi in posizione aerodinamica con un dislivello sella-manubrio considerevole.
In questa posizione da corsa, la testa del ciclista accompagna naturalmente l'inclinazione della colonna vertebrale e la linea visiva si abbassa rispetto all'orizzonte.

Nei disegni sottostanti ho cercato di rappresentare meglio la situazione:
nella "Fig. A" vediamo un ciclista senza deficit visivi che guarda l'orizzonte in una posizione chiamata "a piano neutro", dove non è presente nessun affaticamento fisico. Questa posizione corrisponde ad una postura verticale con lo sguardo dritto frontalmente.
La figura mostra un ciclista senza occhiali che guarda frontalmente in posizione detta "a piano neutro"
Fig. A: campo visivo a piano neutro di un ciclista senza occhiali

Nella sottostante "Fig. B" il ciclista è seduto sulla bici da corsa in posizione aerodinamica e, se non ruotasse volontariamente il capo per correggere l'angolo visivo, continuando a tenere gli occhi in posizione frontale guarderebbe verso il basso. In maniera più o meno accentuata rispetto alla posizione assunta in bicicletta.
Con questa postura non vedrebbe correttamente la strada.

Fig. B: campo visivo a piano neutro di un ciclista senza occhiali in posizione da corsa. L'inclinazione naturale della testa non consente una corretta visione della strada
Fig. B: campo visivo a piano neutro di un ciclista senza occhiali in posizione da corsa. L'inclinazione naturale della testa non consente una corretta visione della strada

Di seguito ho rappresentato un ciclista in tre classiche posizioni da corsa con visuale a "piano neutro": in nessun caso potrà avere una visione corretta della strada

Ciclista su bici da corsa in tre classiche posizioni. Con visuale a "piano neutro" non è in grado di vedere correttamente la strada
Ciclista su bici da corsa in tre classiche posizioni. Con visuale a "piano neutro" non è in grado di vedere correttamente la strada


La correzione cervicale e oculare

Per vedere correttamente la direzione, il ciclista senza deficit visivi compie automaticamente una rotazione del capo di pochi gradi verso l'alto e un aggiustamento visivo sollevando lo sguardo.
In questo modo l'intera colonna vertebrale mantiene l'allineamento e gli occhi compensano il piano d'inclinazione.
Il ciclista senza occhiali, per poter vedere correttamente la strada, compie una correzione ruotando la testa e gli occhi verso l'alto
Fig. C: il ciclista senza occhiali, per poter vedere correttamente la strada, compie una correzione ruotando la testa e gli occhi verso l'alto

Applicando questo aggiustamento cervicale e oculare, il ciclista che pedala senza occhiali o clip ottiche assumerà una posizione denominata "piano con correzione" e riuscirà a vedere correttamente la strada.

La correzione di capo e occhi portano il ciclista a vedere correttamente la strada in una nuova posizione denominata "piano con correzione"
La correzione di capo e occhi portano il ciclista a vedere correttamente la strada in una nuova posizione denominata "piano con correzione"

Da notare una particolarità: in posizioni da corsa molto aerodinamiche e protratte nel tempo (ad esempio in posizione 3), è facile vedere ciclisti che cercano il più spesso possibile di alleviare l'indolenzimento cervicale guardando verso il basso, assumendo cioè una posizione di "piano neutro" illustrata precedentemente. Si tratta quindi di posture che richiedono allenamento e adattamento. Non tutti sono in grado di tollerarle a lungo.

La postura scorretta assunta dal ciclista con occhiali da vista

Il ciclista con gli occhiali da vista non può sollevare lo sguardo, se non di pochi gradi, perché perderebbe il punto di fuoco ottimale delle lenti o, peggio, finirebbe per guardare al di sopra della montatura.
In altri casi potrebbe addirittura visualizzare la struttura superiore degli occhiali e quindi avere la visuale ostruita.

Fig. A1: campo visivo a piano neutro di un ciclista con occhiali
Fig. A1: campo visivo a piano neutro di un ciclista con occhiali

Fig. B1: campo visivo a piano neutro di un ciclista con occhiali in posizione da corsa. L'inclinazione naturale della testa non consente una corretta visione della strada
Fig. B1: campo visivo a piano neutro di un ciclista con occhiali in posizione da corsa. L'inclinazione naturale della testa non consente una corretta visione della strada

Nelle seguenti figure (C1 e D) si nota come l'estensione cervicale normale (cioè la rotazione della  testa verso l'alto) e l'aggiustamento oculare non siano spesso sufficienti per consentire una corretta visuale della strada.
Il ciclista con occhiali, per poter vedere correttamente la strada, compie una correzione ruotando la testa e gli occhi verso l'alto. Gli occhiali o la clip ottica non gli consentono una visuale corretta della strada
Fig. C1: il ciclista con occhiali, per poter vedere correttamente la strada, compie una correzione ruotando la testa e gli occhi verso l'alto. Gli occhiali o la clip ottica non gli consentono una visuale corretta della strada

Infatti può succedere di oltrepassare con la linea visiva la montatura o la clip ottica, oppure di incrociare la parte superiore degli occhiali ed avere quindi la visuale ostruita.
Fig. D: il ciclista con occhiali cerca di compiere una correzione ruotando la testa e gli occhi verso l'alto alla ricerca del "piano con correzione" ma trova la visuale ostruita o non chiara
Fig. D: il ciclista con occhiali cerca di compiere una correzione ruotando la testa e gli occhi verso l'alto alla ricerca del "piano con correzione" ma trova la visuale ostruita o non chiara

Per ovviare a questa problematica, il corpo del ciclista con deficit visivo compie una compensazione cervicale forzando molto il sollevamento della testa in maniera da evitare o ridurre la rotazione oculare.
Questo movimento comporta l'accentuazione della curvatura vertebrale con il risultato di indolenzire in breve tempo il ciclista.

Fig. E: il ciclista con occhiali riesce a vedere correttamente la strada applicando una extra-rotazione del capo. Questa posizione è denominata "piano con correzione accentuata"
Fig. E: il ciclista con occhiali riesce a vedere correttamente la strada applicando una extra-estensione del capo (cioè una extra-rotazione verso l'alto). Questa posizione è denominata "piano con correzione accentuata"

Mantenere a lungo una posizione del collo innaturale porta a dolori cervicali, stanchezza precoce e diffuso malessere. Una delle sensazioni più comuni è quella di sentirsi mal posizionati sulla bicicletta e si finisce quindi per modificare a caso l'assetto di sella e manubrio al fine di correggere un errore di cui si ignora l'origine.
In questa ricerca della posizione perfetta, molti ciclisti spendono soldi per visite biomeccaniche dove, il fatto di pedalare con gli occhiali, viene visto come dettaglio trascurabile se non insignificante.
Infatti le regolazioni di postura spesso vengono effettuate erroneamente senza gli occhiali o la clip che il ciclista userebbe poi ad ogni pedalata.

Oltrepassare la lente

Il problema maggiore nella postura aerodinamica richiesta al ciclista con deficit visivi è dato dal fatto di oltrepassare con gli occhi la montatura perché questa non è progettata per assecondare l'angolo posturale.
Un ciclista miope o astigmatico non riuscirebbe a vedere nulla senza lenti, ovviamente. Non può quindi permettersi il lusso di oltrepassare le lenti con lo sguardo.
Per evitare l'inconveniente cercherà inconsciamente di forzare la rotazione del capo verso l'alto in modo da guadagnare quel tanto di lente che gli permetta la corretta visione della strada.

Questa rotazione della testa è troppo accentuata e non è compatibile con la curva vertebrale naturale che la schiena assume in posizione da corsa. Inoltre la posizione delle mani in allungo sui freni o in presa bassa porta ulteriormente l'angolo del collo in maggiore estensione.

Ecco quindi che il ciclista che pedala con gli occhiali è costretto a trovare una posizione più adatta alle lenti correttive, ma molto deleteria per la cervicale. Ovviamente i problemi che possono derivare dalla postura saranno più o meno accentuati in base all'età, ai parametri morfologici personali, alla capacità di flessione della colonna ecc....

Come tentare di risolvere il problema

Indubbiamente ci possono anche essere persone che non accusano nessun sintomo, pur extra-ruotando la testa, oppure che riescono a tollerare la visione distorta di un punto non ottimale di fuoco.
Se però appartenete alla categoria di chi accusa problemi cervicali in bici da corsa, come me, potete attenuarli o eliminarli con una revisione della posizione in bicicletta: è necessario diminuire molto il dislivello sella-manubrio, adottare uno stem più corto o regolabile in altezza e ridurre la distensione orizzontale sul telaio avanzando la sella o cambiando misura di bicicletta. Passando cioè ad una misura di telaio inferiore.

Questi accorgimenti portano ad una postura più eretta e a braccia meno distese: automaticamente la linea visiva si solleva consentendoci di evitare l'extra-estensione del collo, cioè la l'extra-rotazione del capo, mantenendo così la naturale curvatura cervicale.


Approcci sperimentali

Di seguito qualche spunto sperimentale per aiutare i ciclisti con gli occhiali:

1) Naselli regolabili
Preferendo occhiali dotati di nasello è possibile variarne la forma stringendolo in modo da consentire una calzata della montatura più alta.
Questo può aiutare la visione corretta in posizione da corsa.

2) Montature grandi
Scegliere un paio di occhiali con una porzione superiore più grande potrebbe aiutare: la porzione deve però essere più elevata rispetto al piano oculare.
Attenzione a non eccedere nelle porzioni laterali.

3) Laccio posteriore
Un laccio per astine che stringe posteriormente alla testa può avvantaggiare il ciclista portando l'intera montatura o clip ottica più aderente al viso.
Più  le lenti saranno vicino agli occhi, meno i problemi si presenteranno.




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