Camere d'aria forate e sangue di pecora bollito

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Camere d'aria forate e sangue di pecora bollito

Nassif e la sua mountainbike


Nassif fora per l'ennesima volta e si deve fermare.
Oggi è mercoledì ed è alla quarta foratura della settimana.
Le sue camere d'aria ormai sono rappezzate ovunque e non ha la possibilità di sostituirle con un paio, non certo nuove, ma almeno più decenti.
Forse gli mancano i soldi, qualcuno potrebbe ipotizzare. Qui i soldi si usano al mercato nero, ma accettano solo dollari e ce ne vogliono troppi per quest'uomo.
Potrebbe barattare del cibo, merce rara e preziosa, ma scarseggia e lui stesso lo vede a settimane alterne.

Schegge di mortaio, il suolo ne è pieno.
Ha cercato di evitare i detriti, ma ormai non esistono più strade pulite e questi dannati pezzi di metallo fuso e dilaniato tagliano come rasoi. La camera d'aria posteriore sarà squarciata, non gli resta che spingere la bici a mano.
Nassif spinge una malandata, ma funzionale mountain-bike: un modello degli anni 90, telaio sottile in acciaio, freni a cantilever inarrestabili, 21 rapporti con catena di trasmissione a maglie rinforzate.
La bicicletta è un mulo, richiede poca manutenzione ed è molto pratica in questi territori dove non esistono più mezzi di trasporto. Eccetto per i soldati, ovviamente.

In questa Siria martoriata dai giochi di potere occidentali, la bicicletta di Nassif fa gola a molti: è un mezzo di trasporto, è materia metallica facilmente rivendibile, è utopia di fuga lontana.
Molti gli taglierebbero la gola per rubarla, quindi lui vigila sempre e la custodisce in spazi ben nascosti.
Non esistono lucchetti e rastrelliere, ma celata sotto ad un solaio crollato a grandi pezzi sulla strada, difficilmente può essere notata.

Per rattoppare le camere d'aria, Nassif usa quel che trova: per mesi è riuscito a tirare avanti incollando diversi strati di fogli di carta oleata con sangue di pecora bollito.
I miliziani ricevono i pezzi di ricambio dei loro kalashnikov avvolti in questi fogli unti e oleosi. In realtà non ha mai capito se la carta è oleata o se risulta semplicemente impregnata di olio per armi.
Poco importa in realtà: oggi usa questa, domani si vedrà.

Se riuscisse ad allontanarsi potrebbe raggiungere qualche altra città, magari al confine e lì certamente troverebbe camere d'aria nuove! Al confine esistono ancora piccole officine che ricevono i ricambi dall'esterno, qui in mezzo, invece, ormai non si vedono più nemmeno le carovane delle ONG e i gruppi ribelli armati hanno preso il controllo della zona.
Nassif spinge pensieroso la sua bici barcollando sotto al peso della merce caricata sul portapacchi. Un equilibrio precario di cassette con verdura e contenitori d'acqua sporca.
Per il momento quello che conta è raggiungere casa e mettere al sicuro il prezioso carico.
Poi penserà alla bici, in qualche modo si arrangerà.
Come sempre.




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