I caschi da ciclismo Europei sono i meno protettivi

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Le omologazioni più severe rendono i caschi da ciclismo più protettivi

La sicurezza dei caschi da bicicletta in base alla normativa di riferimento mostra differenze sostanziali

Fortunatamente la tecnologia ci permette oggi di testare i caschi in maniera meno empirica

Torniamo a parlare di caschi.
Dopo aver confrontato i caschi economici con quelli più costosi (https://90rpm.blogspot.it/2015/09/confronto-fra-caschi-da-bicicletta.html) e dopo aver spiegato che i caschi usati non sono da sostiture per vecchiaia (https://90rpm.blogspot.it/2015/08/i-caschi-da-ciclismo-non-sono-da.html), voglio tornare a parlare di questa materia partendo dalla seguente affermazione: i caschi venduti in europa con omologazione EN1078 sono i meno protettivi!

Per capire se un casco da bici sia protettivo o meno, nel mondo sono state create delle commissioni d'esame che sottopongono i prodotti a differenti test di laboratorio.
Quando un casco supera tutti i test, ottiene l'omologazione in base alla normativa di riferimento.

Etichetta all'interno del casco che certifica l'omologazione del prodotto. In questo caso si tratta di un casco da bicicletta per il mercato Australiano
Etichetta all'interno del casco che certifica l'omologazione del prodotto. In questo caso si tratta di un casco da bicicletta per il mercato Australiano

Nel mondo della bicicletta esistono diverse normative:
  • ASTM (in sostituzione della vecchia ANSI)
    American Society for Testing and Materials
  • AS/NZS
    Standards Australia/Standards New Zealand
  • BSI
    British Standards Institution
  • Canada (CAN-CSA)
    Canadian Standards Association
  • CPSC
    US Consumer Product Safety Commission
  • EN1078 (CEN)
    European Standard
  • Japan
    Japanese Industrial Standard
  • Snell B95 (sostituisce la vecchia Snell B90)
    Snell Memorial Foundation
  • Sweden
    Swedish Board for Consumer Policies

Questi organismi di certificazione applicano differenti test o differenti parametri per la valutazione di prove simili e proprio queste differenze sostanziali rendono alcune omologazioni più stringenti di altre.
Conseguentemente un casco da bici che supera l'omologazione più severa è indubbiamente più protettivo.

Le differenze nei test eseguiti

Limitandoci ai test eseguiti sulla resistenza del casco e sulla dissipazione delle forze d'urto, tutte le normative richiedono il superamento di un test da impatto; di un test di tenuta allo strappo della cinghia di chiusura e uno di stabilità sulla testa.

Nel caso del test d'urto, il casco viene montato su una finta testa strumentale ruotata in modo che il casco rimanga verso il basso. Viene poi sollevata ad altezza prestabilita e fatta impattare contro un apposito incudine che può essere piatto, emisferico o sagomato in maniera da somigliare al profilo di un marciapiede.
Il tutto a velocità controllata tramite appositi sensori.
La strumentazione legge poi il valore di accelerazione ("g") presso il centro della finta testa: se questa eccede determinati valori, il casco fallisce il test.

Nella foto possiamo vedere un dettaglio del macchinario utilizzato nell'omologazione CPSC
Nella foto possiamo vedere un dettaglio del macchinario utilizzato nell'omologazione CPSC. Si nota la finta testa umana montata sul supporto e vari incudini con forme differenti per eseguire varianti del test d'impatto

La differenza tra le normative di omologazione relativamente a questo test d'impatto riguarda altezza, forma dell'incudine, energia risultante in joule, numero e angolazione degli impatti.
Per una dettagliata analisi di queste differenze vi rimando alla seguente pagina: http://www.helmets.org/stdcomp.htm

Un casco da testare viene montato sulla finta testa e fatto impattare su incudine piatto, registrandone vari parametri attraverso numerosi sensori
Un casco da testare viene montato sulla finta testa e fatto impattare su incudine piatto, registrandone vari parametri attraverso numerosi sensori

Il risultato di differenti parametri di omologazione

Analizzando il numero, la tipologia e le differenze nei test simili con i relativi valori richiesti per superarli, appare evidente che i caschi da ciclismo venduti in europa con omologazione EN1078 siano meno protettivi di quelli venduti, ad esempio, negli USA omologati con CPSC o, ancora meglio, con la Snell B95.

La normativa europea ha diverse lacune e consente di immettere sul mercato caschi più piccoli, più leggeri e più aerati con un unico risultato: saranno meno protettivi.
Possiamo renderci conto di questa differenza analizzando alcuni caschi di produttori che esportano lo stesso prodotto in paesi differenti.
Prendiamo ad esempio il modello "Parabellum" del marchio "MET": un ottimo casco da MTB dal prezzo superiore ai 100 euro.

Il casco da mountainbike "Parabellum" del produttore MET
Il casco da mountainbike "Parabellum" del produttore MET

Questo casco viene realizzato in 3 differenti modi a seconda del paese in cui andrà venduto, proprio per superare i test di omologazione richiesti.
Più la normativa sarà stringente, più il produttore dovrà aggiungere materiale schiumato anti-urto aumentando dimensione e peso del prodotto finito.

Infatti nel caso del "Parabellum", come è possibile leggere nella scheda tecnica del produttore, la versione venduta in Europa (nella taglia M) pesa 285 g.
La versione venduta in Australia/Nuova Zelanda pesa 325 g.
La versione venduta negli USA pesa 350 g.

Questa scaletta dimostra come la nostra omologazione Europea sia la meno protettiva, mentre quella USA richieda un prodotto maggiormente protettivo per superare test più severi.
Ulteriore prova è data dalle condizioni di assicurazione, sanitaria, legale e di responsabilità civile: se provocate o subite un incidente negli Stati Uniti o in Australia indossando un casco omologato per l'Europa, l'assicurazione non risponderà.
Una situazione simile in Italia si ha nel caso d'incidente indossando caschi privi di omologazione.

In caso di acquisto

Se siete sensibili al tema della sicurezza personale, vi suggerisco di acquistare un casco da bicicletta con omologazione CPSC, Snell B95 o AS/NZS: acquistando online è ormai facile reperire questa tipologia di prodotti.
Altrimenti provate a chiedere al vostro negoziante se riesce a procurarvi lo stesso modello di casco con la differente omologazione.
Come sopra indicato, molti produttori hanno differenti versioni dello stesso modello di casco a seconda del paese di destinazione.
Sarete così certi di indossare un prodotto omologato secondo la normativa più severa e quindi potenzialmente più sicuro.




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