La maggior parte dei guidatori non vede pedoni o ciclisti prima di svoltare a destra

Il 70% delle collisioni che coinvolgono pedoni o ciclisti si verificano agli incroci. Conoscere le dinamiche che coinvolgono i guidatori durante le svolte, permette ai ciclisti e ai pedoni di prevenire attivamente la possibilità di un incidente.

I ricercatori di ingegneria dell'Università di Toronto hanno monitorato i movimenti degli occhi dei conducenti per esaminare l'attenzione durante la svolta, dimostrando che molti guidatori non verificano la presenza di pedoni o ciclisti.

Guidando la macchina in città caotiche mi sono sempre domandato perché le strisce pedonali venissero posizionate nell'immediata prossimità di un'intersezione: questo è infatti uno dei punti peggiori per attraversare!
Posizionarle più lontane dall'intersezione, ad una distanza per cui un guidatore deve concentrare la propria attenzione solo davanti a sé, consentirebbe sicurezza maggiore.

Queste sono state spesso le mie riflessioni da guidatore e rimangono valide solo in città con traffico molto congestionato, non certo in paesi o piccole cittadine più ordinate.
Da ciclista, invece, ho sempre prestato particolare attenzione alle intersezioni per evitare di essere colpito da un veicolo in fase di svolta a destra.
Nei manuali per ciclisti urbani, questa manovra è chiamata "gancio a destra" ed è talmente comune da essere contemplata in ogni vademecum per ciclisti, anche all'estero!
Raffigurazione di un veicolo che svolta a destra colpendo un ciclista. Questa manovra è chiamata "gancio a destra".
Raffigurazione di un veicolo che svolta a destra colpendo un ciclista. Questa manovra è chiamata "gancio a destra".

Ho sempre sospettato che qualcosa nell'infrastruttura stradale non funzionasse e che il gancio a destra non fosse sempre e solo colpa degli automobilisti. Gli stessi miei dubbi sono stati presi seriamente in considerazione dall'Università di Toronto che ha effettuato uno studio focalizzato sull'attenzione dei conducenti durante la guida nel traffico urbano e nelle svolte a destra.

Infatti, nell'estate del 2018 a Toronto, in Canada, si è verificata una serie di incidenti stradali che hanno coinvolto pedoni e ciclisti con 24 morti.
Questo ha convinto i ricercatori del dipartimento di Ingegneria dell'Università di Toronto ad effettuare uno studio sull'attenzione visiva dei conducenti alla ricerca di fattori di criticità.

Lo studio si è svolto sotto la supervisione della dottoressa Birsen Donmez, famosa per le sue pubblicazioni in merito ai comportamenti umani applicati alla guida ed allo sviluppo dell'intelligenza artificiale nelle automobili a guida autonoma.

Questo è il primo studio che utilizza strumentazione per il tracciamento degli occhi per determinare l'esatto punto di osservazione ed attenzione dei conducenti.

Guidatore di macchina indossa occhiali per il tracciamento oculare.
Il dispositivo di tracciamento oculare indossato dal guidatore ha permesso l'analisi completa delle soglie visive di attenzione poste durante la guida. Immagine di U of T Engineering.

Grazie a questa strumentazione, i ricercatori hanno potuto notare che, in zone ad alto traffico e nelle intersezioni, l'attenzione visiva  richiesta ai guidatori era elevata e diversificata al punto da non consentire a molti di loro di prestare dovuta attenzione al sopraggiungere di ciclisti o pedoni durante le svolte a destra.
Proprio in questa particolare manovra sono stati rilevati gli incidenti più numerosi.

Donna guida una macchina con dispositivo per tracciamento oculare.
La ricercatrice del dipartimento di ingegneria, Nazli Kaya, seduta alla guida con indosso il dispositivo di tracciamento oculare per determinare i punti di osservazione reali durante la guida e le svolte. Foto di Laura Pedersen per la U of T Engineering.

Per l'analisi dell'attenzione visiva, i conducenti del test compresi tra i 35 e i 54 anni con almeno tre anni di esperienza alla guida, sono stati dotati di strumenti di tracciamento ottico ed hanno condotto una macchina nel traffico di Toronto fino a giungere ad alcune svolte a destra, da una strada principale ad una secondaria.

Macchina con computer e sensori di tracciamento oculare per effettuare test.
Durante i test di guida sono stati posti, all'interno della macchina, computer e sensori per seguire ogni fase del comportamento e dell'attenzione dei conducenti. Immagine di U of T Engineering.

La strada principale presentava una pista ciclabile e il marciapiede per i pedoni. Svoltando a destra, i conducenti dovevano quindi attraversare la pista ciclabile. Durante la manovra si supponeva che i guidatori controllassero attentamente la presenza di eventuali ciclisti o pedoni.
Sorprendentemente dallo studio è emerso che oltre la metà dei conducenti, prima della svolta, non ha verificato il sopraggiungere di eventuali ciclisti o pedoni.

La dott.ssa Donmez dichiara:
"I risultati sono stati abbastanza sorprendenti. Non ci aspettavamo questo livello di mancanza di attenzione, specialmente quando abbiamo selezionato un gruppo di guidatori per il test che è considerato a rischio ridotto per via dell'età."
Funzionamento della tecnologia di tracciamento oculare durante la guida di un veicolo.
La tecnologia di tracciamento oculare monitora costantemente i punti in cui gli occhi del conducente si posano e mostrano la mancanza nell'individuazione di ciclisti e pedoni durante le svolte a destra. Video di Nazli Kaya per la U of T Engineering.

Secondo i ricercatori, le motivazioni di questa mancanza di attenzione sono legate alle dinamiche visive-mentali che intercorrono nei conducenti: infatti in situazioni ad alto traffico veicolare ed in scenari caotici tipici delle grandi città, i guidatori devono prestare attenzione ad un numero elevato di stimoli visivi quali altri veicoli, pedoni, segnali stradali, segnaletica orizzontale, previsione di manovre e tempi di movimento e reazione di tutto questo scenario in contemporanea e con provenienza multidirezionale.
L'attenzione dei guidatori viene così divisa e dispersa al punto da non consentire loro di prestare la dovuta attenzione in determinate zone, per determinate manovre.

Ricercatori in ingegneria eseguono test e simulazioni per la guida di veicoli.
La dott.ssa Birsen Donmez, sulla destra, segue uno studente durante una simulazione presso lo Human Factors Lab dell'Università di Toronto. Donmez è conosciuta per i suoi studi e le pubblicazioni che hanno contribuito allo sviluppo delle intelligenze artificiali per la guida autonoma dei veicoli. Foto di Laura Pedersen per la U of T Engineering.

Giovane donna ricercatrice analizza dati al computer.
Analisi dei dati strumentali raccolti durante le varie rilevazioni alla guida. Foto di Tina Mackenzie per CBC.

Un altro fattore di rischio rilevato dai ricercatori, è dato dai veicoli parcheggiati lungo la strada che ostacolano la visuale nei punti più critici, rendendo difficoltoso scorgere pedoni e ciclisti sopraggiungere durante le manovre di svolta.
Schema raffigurante una manovra di svolta a destra con visuale impedita dalle macchine parcheggiate lungo la strada.
Schema raffigurante una manovra di svolta a destra con visuale impedita dalle macchine parcheggiate lungo la strada. Immagine di U of T Engineering.

Per minimizzare queste problematiche e garantire un traffico più sicuro per ogni utente, Donmez ritiene che sia necessario apportare modifiche alle infrastrutture stradali, sottolineando anche che l'implementazione incoerente delle piste ciclabili le rende pericolose.
Secondo le ricerche della dott.ssa Donmez, il 70% delle collisioni che coinvolgono pedoni o ciclisti si verificano agli incroci.
"I guidatori non vedono pedoni o ciclisti non necessariamente perché sono cattivi conducenti, ma spesso a causa della divisione della loro attenzione dovuta alle infrastrutture ed al contesto.
Ai ciclisti e ai pedoni raccomando, quindi, la massima attenzione quando attraversano una strada perché la probabilità che una macchina non li veda è del tutto concreta e diffusa."
Lo studio dell'Università di Toronto è stato presentato durante la conferenza della Canadian Association of Road Safety Professionals 2018 ed è intitolato: "Visual Attention Failures during Turns at Intersections: An On-road Study".

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Commenti

  1. Articolo interessante, complimenti.
    Luca.

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  2. Non voglio assolutamente banalizzare i risultati emersi dalla ricerca canadese, ma mi pare abbastanza "scontato" il fatto che l'automobilista presti meno attenzione al ciclista che avanza sulla destra poichè costituisce un evento RELATIVAMENTE inaspettato essere sorpassati da quel lato.
    Non a caso lo specchietto destro è quello che si usa poco, più che altro in autostrada.
    Sarà capitato a tutti di girarsi all'improvviso e urtare un'altra persona sopraggiunta dietro di soppiatto - succede ad esempio spesso nei supermercati affollati.
    Forse non è l'esempio migliore ma quello che voglio dire è che anche nel caso del "gancio a destra" la colpa è un po' anche del ciclista che sguscia improvvisamente da quella direzione.

    L'ago della colpa si sposta invece più verso l'automobilista nel caso in cui questi VEDE con largo anticipo il ciclista e gli taglia la strada dieci, venti metri dopo confidando nella sua velocità e contemporaneamente sottovalutando quella dell'utente a due ruote.
    Infatti ove regna l'educazione stradale seria es. in Francia, le auto attendono con pazienza che il ciclista oltrepassi la traversa sulla destra e soltanto DOPO la imboccano.
    In Italia il ciclista è invece un intruso da superare ad ogni costo - di qui gli incidenti.

    Quello che alla fine conta è (secondo me):
    considerare a priori OGNI automobilista un pericolo e cercare di intuire quale scemenza potrebbe attuare: gancio a destra, spalancamento di sportello lato guida, taglio di strada, accostamento pericoloso, mancata precedenza alle rotonde e via dicendo.

    Tutti eventi che solo l'esperienza può scongiurare.
    Spesso, infine, anche i ciclisti se la cercano: stamattina un trentenne in bici da corsa era contemporaneamente: in discesa senza casco, a due metri dal retro di un camion, con lo smartphone nella mano destra impegnato a cazzeggiarci su chissà quale comunicazione; poi ha superato il camion in curva invadendo l'altra carreggiata e schivando per pochi secondi un pullman che avanzava in direzione opposta...

    Alle volte lo sportivo riesce a essere dieci volte più stupido dell'automobilista più stupido.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lupo, grazie per il tuo prezioso contributo!

      Elimina
    2. Molto interessante questo articolo e condivisibili le riflessioni di lupolibero. Credo però che la ricerca vada letta in un'ottica differente dalla nostra e ciò la rende ancora più preoccupante.

      Mi spiego:
      a Toronto ogni strada principale è accompagnata, sulla destra, dalla pista ciclabile che corre parallela. Quindi i guidatori di Toronto sono culturalmente preparati a questa configurazione stradale e, durante le svolte a destra, non possono certo stupirsi se si trovano una bici di fronte.
      Anzi, essendo preparati, si suppone che prestino maggiore attenzione durante la manovra.

      Se questo non avviene in un paese dove gli automobilisti sanno per certo di potersi imbattere in questa possibilità, quindi culturalmente preparati a ciò, figurarsi in un paese come il nostro dove non c'è cultura nei confronti della mobilità sostenibile!

      In questa ottica "torontese" appare chiaro che la semplice preparazione degli automobilisti non è sufficiente a prevenire gli incidenti e si debba quindi effettuare interventi radicali alle infrastrutture.

      Quindi: guidatori più consapevoli, rispettosi e disciplinati... certamente! Ma anche infrastrutture create o modificate per agevolare i guidatori e garantire la sicurezza dei fruitori più deboli.

      PS
      Blog stupendo! Farò pubblicità tra gli amici ciclisti!

      Elimina
    3. Ciao Flavio, grazie anche a te per il contributo!
      Indubbiamente le infrastrutture ben progettate possono agevolare ogni utente della strada e garantire, quindi, maggiore sicurezza per tutti.

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  3. grazie dell'articolo e degli spunti. Il tuo è un blog di alto livello.

    posso suggerti il sito di Matteo Dondé? è l'architetto urbanista più esperto in italia.
    Sto seguendo molto questa vicenda perchè è legata intresicamente alla qualità di vita delle città.
    http://www.matteodonde.com/pubblicazioni.html
    Vorrei segnalarti anche Pinzuti di Bike italia.

    https://thesubmarine.it/2018/06/03/milano-ciclabile/

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    1. Buongiorno Sebastiano, grazie a te per la visita e il commento!
      Conosco bene entrambe le persone e spesso leggo i loro articoli.

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